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  • lunedì 29 settembre 2014

In Francia il centrodestra si è preso il Senato

È la terza sconfitta consecutiva per i socialisti di Hollande, dopo le amministrative e le europee; il Front National di Marine Le Pen è entrato per la prima volta alla Camera Alta

Domenica 28 settembre si sono svolte le elezioni in Francia per il rinnovo di 179 membri su 348 al Senato: il rinnovo della metà della Camera Alta avviene ogni tre anni a suffragio indiretto, votano cioè circa 87 mila grandi elettori, per la maggior parte costituiti da amministratori locali. I risultati, non ancora definitivi, mostrano che l’Union Pour un Mouvement Populaire (UMP) e i partiti minori di centrodestra hanno ottenuto almeno 13 seggi in più rispetto alla maggioranza assoluta (175 seggi). Inoltre, per la prima volta dalla sua fondazione avvenuta nel 1972, ha conquistato due seggi anche il partito di estrema destra di Marine Le Pen, il Front National: «Una vittoria storica», ha commentato la presidente di FN aggiungendo su Twitter che il suo partito è ora presente in tutte le assemblee.

 

Uno dei due nuovi eletti del Front National è David Rachline: ha 26 anni, è già sindaco di Fréjus ed è il più giovane senatore mai eletto nella storia della Quinta Repubblica. L’altro si chiama Stéphane Ravier ed è stato eletto nella regione di Marsiglia, dove il FN è molto forte. Nel rinnovo precedente, avvenuto nel 2011, erano stati il Partito Socialista (PS) al governo e la sinistra, mentre era presidente Nicolas Sarkozy, a conquistare la maggioranza. Di seguito le proiezioni di Le Monde, in attesa dei risultati definitivi:

francia

Per il PS si tratta della terza sconfitta consecutiva, dopo le amministrative di marzo e le europee: ma era piuttosto prevedibile, visto che i “grandi elettori” che votano in Francia per il rinnovo di metà della la Camera alta sono a loro volta gli eletti locali. Alla presidenza del Senato è molto probabile che venga eletto, al posto del socialista Jean-Pierre Bell, l’ex primo ministro Jean-Pierre Raffarin dell’UMP, ma ha presentato la sua candidatura anche Nathalie Goulet, senatrice del partito di centro UDI: questo incarico non è mai stato ricoperto da una donna. Inoltre, nonostante il Senato pesi molto meno dell’Assemblea generale nel processo legislativo, l’opposta maggioranza nelle due camere potrebbe portare a situazioni di stallo e difficoltà.

Infine, per François Hollande e il primo ministro Valls, la perdita della Camera alta ha un significato politico non indifferente. Il capogruppo socialista al Senato, Didier Guillaume, ha ammesso la sconfitta, ma ha anche cercato di minimizzare spiegando che «non c’è stata una marea blu» (il colore dell’UMP). Sta di fatto che il Partito Socialista sta attraversando una crisi che prosegue ormai da diversi mesi: nell’aprile del 2014 le elezioni amministrative avevano portato a una pesante sconfitta per il PS, a un’avanzata del Front National di Marine Le Pen e alla vittoria dell’UMP, tornato a essere il primo partito del paese. Il governo del socialista Jean-Marc Ayrault si era dimesso e il presidente della Repubblica aveva nominato come nuovo primo ministro Manuel Valls – socialista anche lui, già ministro degli Interni – che aveva a sua volta formato il nuovo governo che era però rimasto in carica solamente 147 giorni. Lo scorso 25 agosto Valls si è dimesso prima della nomina di un nuovo governo, presieduto sempre da lui, che ha ottenuto la fiducia ma ha perso la mag­gio­ranza asso­luta all’Assemblea Nazionale, a causa anche di una trentina di astensioni all’interno del suo stesso partito.

Nel frattempo, alle elezioni europee, il partito di Marine Le Pen era diventato il primo del paese passando dal 6,34 per cento del 2009 a quasi il 25 per cento, il Partito Socialista era arrivato al terzo posto alle spalle dell’UMP. A tutto questo si devono aggiungere le difficoltà in cui si trova praticamente dal giorno della sua elezione il presidente socialista Hollande che, anche negli ultimi sondaggi, risulta il presidente più impopolare della Quinta Repubblica.