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  • martedì 26 agosto 2014

Egitto ed Emirati hanno attaccato in Libia?

L'accusa è stata confermata al New York Times da fonti del governo americano, ma i due paesi smentiscono

Negli ultimi sette giorni, Egitto ed Emirati Arabi Uniti avrebbero condotto segretamente una serie di attacchi aerei contro alcune milizie islamiste, impegnate da mesi nella battaglia per il controllo di Tripoli, in Libia, secondo un’accusa dei leader di alcune milizie libiche smentita nei giorni scorsi ma oggi confermata da fonti interpellate dal New York Times.
La notizia delle operazioni militari è stata confermata da quattro funzionari del governo statunitense, ma era stata smentita dai due paesi coinvolti che hanno negato di avere organizzato o partecipato ad attività simili negli ultimi giorni. L’ipotesi era nata dopo alcuni attacchi aerei su Tripoli di cui non era chiara la responsabilità. Egitto ed Emirati sono tra i più importanti alleati degli Stati Uniti nell’area medio orientale ed araba e per questo il governo statunitense è rimasto sorpreso dalla decisione di agire senza preavviso, hanno spiegato i funzionari al New York Times.

Stando alle fonti consultate dal giornale, già in passato Egitto ed Emirati avrebbero collaborato in almeno un’altra circostanza per condurre alcuni attacchi contro gruppi islamisti in Libia. Le operazioni avrebbero comportato l’utilizzo di squadre speciali sul territorio, forse dei soli Emirati, e non esclusivamente attacchi aerei coordinati tra i due paesi. Egitto ed Emirati Arabi Uniti sono tra i principali sostenitori di iniziative politiche, mediatiche e militari per ridurre il più possibile il ruolo dei gruppi islamisti in molti paesi arabi. Il governo egiziano è esplicitamente, e lo ha mostrato nei mesi passati con violenza, contro il movimento dei Fratelli Musulmani, messo al bando dall’Egitto dopo una sua breve fase di controllo del paese seguita alla caduta della presidenza Mubarak.

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Gli Stati Uniti temono che un impegno diretto e continuativo di Egitto ed Emirati in Libia – paese nel caos da mesi, con istituzioni fortemente indebolite e continue battaglie tra diversi gruppi di miliziani che mirano al controllo di parte del territorio – possa portare a nuovi squilibri nei rapporti diplomatici tra i paesi arabi e a nuove tensioni. Tra i principali sostenitori delle organizzazioni islamiste come i Fratelli Musulmani ci sono Qatar e Turchia, che hanno dato nei mesi scorsi il loro sostegno e in alcuni casi fornito armi ad alcuni gruppi. Attraverso le complicate vie diplomatiche, la comunità internazionale prova da mesi a mantenere buoni rapporti tra i paesi dell’area, ma gli sforzi sarebbero vanificati se le attività militari di Egitto ed Emirati Arabi Uniti proseguissero nelle prossime settimane, hanno spiegato sempre al New York Times alcuni funzionari statunitensi.

Il presidente egiziano al Sisi domenica scorsa aveva comunque negato che “forze militari e dell’aeronautica dell’Egitto” siano state impegnate in territorio libico. Ma riservatamente il governo egiziano avrebbe fatto intendere altro, dicono le fonti statunitensi. Gli Emirati Arabi Uniti non hanno diffuso commenti sulle voci degli attacchi aerei condotti segretamente in Libia, ma su alcuni giornali sono state riportate frasi di alcuni membri del governo che hanno negato un coinvolgimento diretto del paese.

Foto: un uomo osserva la colonna di fumo formatasi in seguito all’incendio di un deposito di petrolio
nei pressi di Tripoli, durante una battaglia tra milizie armate della zona – AFP/Getty Images

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