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  • venerdì 22 Agosto 2014

Le proteste degli studenti in Cile

Migliaia di studenti hanno manifestato a Santiago per chiedere al governo di ascoltarli sulla riforma dell'istruzione: ci sono stati lanci di sassi e scontri con la polizia

Negli ultimi giorni ci sono state diverse manifestazioni studentesche in Cile, dove alcuni gruppi di studenti stanno lamentandosi di ricevere scarsa attenzione dal governo durante la discussione sulla nuova riforma del sistema scolastico, approvata martedì dalla commissione Istruzione della Camera. La manifestazione più partecipata si è tenuta ieri a Santiago, la capitale del paese, durante la quale migliaia di studenti hanno marciato nel centro della città. Secondo gli organizzatori del corteo erano presenti circa 80mila persone, mentre per la polizia erano circa 25mila. Decine di migliaia di studenti avevano già protestato per l’eccessiva “morbidezza” della riforma poco più di due mesi fa.

Sebbene molti dei partecipanti al corteo abbiano manifestato in maniera pacifica, Reuters scrive che ci sono stati scontri fra alcuni studenti e poliziotti: al lancio di pietre degli studenti la polizia ha reagito utilizzando cannoni ad acqua.

Mercoledì 20 agosto, un giorno prima della manifestazione a Santiago, un gruppo di 30 studenti aveva bloccato l’entrata del ministero dell’Istruzione per protestare contro la nuova riforma. Ancora oggi, venerdì 22 agosto, il quotidiano cileno El Mercurio scrive che alcuni studenti hanno bloccato la Gran Avenida José Miguel Carrera, una strada centrale di Santiago, e occupato un liceo, scontrandosi in seguito con la polizia.

Scrive Reuters che la riforma prevede di «cambiare i meccanismi coi quali sono finanziate le scuole, abbandonando i sussidi statali per le scuole private ed eliminando i criteri selettivi di ingresso». Il sistema scolastico cileno era stato in larga parte privatizzato sotto la dittatura di Augusto Pinochet, il generale dell’esercito che rimase al potere dal 1974 al 1990: a oggi, però, le scuole cilene sono rimaste piuttosto costose e inefficienti. Una seconda parte della riforma, che prevede l’accesso gratuito all’università, dovrebbe essere discussa entro la fine del 2014.

Sembra che le proteste degli studenti non contestino la riforma in sé, quanto l’atteggiamento del governo guidato da Michelle Bachelet – eletta presidente del paese col centrosinistra nel dicembre del 2013, per la seconda volta – a loro dire poco interessato al confronto sul tema. Lorenza Soto, presidente di un comitato studentesco che rappresenta vari licei, ha detto al Santiago Times che «il governo si sta occupando della cosa in modo molto disorganizzato, evitando la partecipazione dei cittadini». Martedì 19 agosto la riforma è stata approvata dalla commissione Istruzione della Camera dei Deputati, la camera bassa cilena, con otto voti a favore e cinque contro.

Già fra il 2011 e il 2013 c’erano state molte proteste studentesche in favore di una riforma del sistema scolastico che favorisse la scuola pubblica, che avevano portato alla sostituzione dell’allora ministro dell’Istruzione Joaquín Lavín e avevano contribuito al calo di consensi dell’allora governo di centrodestra guidato da Sebastián Piñera.