Un altro voto sulla riforma del Senato

È stato approvato l'articolo che prevede l'abolizione del Senato elettivo: entro la prossima settimana la riforma potrebbe passare alla Camera

Venerdì primo agosto è stato approvato dal Senato l’articolo 2 del disegno di legge costituzionale 1429, più noto come DDL Boschi o “riforma del Senato”. L’articolo 2 è quello che abolisce il Senato elettivo, trasformandolo in una camera formata da 100 senatori di cui cinque nominati dal presidente della Repubblica e gli altri 95 dai consigli regionali. Si tratta di un aspetto della riforma su cui il governo aveva concentrato di più le sue attenzioni, ed è considerata la parte fondamentale di tutta la legge.

Giovedì era stato approvato l’articolo 1, quello che abolisce il bicameralismo perfetto e distingue le competenze del Senato da quelle della Camera. L’approvazione dell’articolo 1 è avvenuta in quella che il presidente del Senato Pietro Grasso ha definito «una giornata da dimenticare». Molti interventi di senatori sono stati parecchio concitati e il clima nell’aula era molto teso. Nel corso della seduta ci sono state molte proteste da parte di alcuni gruppi di minoranza (in particolare Movimento 5 Stelle e Lega Nord) che hanno gridato, usato fischietti e mostrato cartelli. Ci sono stati anche alcuni scontri con i commessi e in uno di questi episodi la senatrice di Nuovo Centro Destra Laura Bianconi è stata portata in ospedale per una lussazione alla spalla mentre Nunziante Consiglio, della Lega, è svenuto a causa di un calo di pressione.

Anche venerdì è stata una giornata piuttosto movimentata, anche se senza incidenti. Il voto sull’articolo 2 si è svolto senza alcuni gruppi di opposizione (Movimento 5 Stelle, Lega Nord e SEL) che hanno lasciato l’aula, per poi ritornarci dopo aver parlato con il presidente Grasso. Le votazioni sul DDL dovrebbero ricominciare lunedì 4 e, secondo diversi giornali, potrebbero concludersi entro l’8 agosto.

Se sarà approvato al Senato, il DDL dovrà passare alla Camera e, visto che si tratta di una legge costituzionale, dovrà essere nuovamente approvato una seconda volta da entrambe le camere. Uscita dal parlamento, la legge sarà sottoposta a un referendum confermativo senza quorum. Il referendum potrebbe essere evitato, ma solo se la legge venisse approvata con una maggioranza di due terzi in tutte le quattro votazioni in Camera e Senato, una condizione che sembra piuttosto difficile raggiungere al momento.