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  • sabato 26 Luglio 2014

«Credevamo che fosse la fine del mondo»

Gli abitanti di tre paesi vicini a dove è precipitato il volo MH17, in Ucraina orientale, hanno raccontato al Wall Street Journal cosa è stato vedere pezzi dell'aereo e di corpi cadere dal cielo

La maggior parte del Boeing 777 del volo MH17 di Malaysia Airlines abbattuto giovedì 17 luglio è precipitata dalle parti della città di Grabovo, in Ucraina orientale, tra i campi di un’area di campagna poco abitata. Altre parti di rottami e altri corpi dei passeggeri sono invece finiti nei piccoli centri limitrofi, Petropavlivka e Rozsypne, città di poche centinaia di abitanti: l’intera area fa parte di quella parte del paese che da mesi è controllata dai separatisti filo-russi, a circa 25 chilometri da Donetsk e a circa 30 chilometri dal confine con la Russia.

grabovo

Paul Sonne – inviato del Wall Street Journal che segue da mesi sulla crisi in Ucraina – è stato a Grabovo, Petropavlivka e Rozsypne, e ha parlato con gli abitanti per capire esattamente cosa sia successo, o almeno cosa loro hanno visto loro succedere, il pomeriggio di giovedì 17, quando all’improvviso dal cielo sono letteralmente cominciati a precipitare pezzi di aereo in fiamme e corpi umani. Nessuno degli abitanti è rimasto ferito, ma un uomo ha raccontato di aver seriamente rischiato di essere colpito da un pezzo della stiva precipitato poco distante da lui.

Ancora adesso, scrive Sonne, da quelle parti si trovano bagagli, vestiti dei passeggeri e altri oggetti sparsi nei giardini e nei cortili delle case. Un grosso pezzo della cappelliera della seconda classe dell’aereo si trova incastrato tra i rami di un albero nel giardino all’esterno del municipio a Petropavlivka.

Natalya Voloshina è una ex insegnante di matematica di 43 anni ed è il sindaco della città di Petropavlivka: ha raccontato – mentre le tremavano ancora le mani, dice Sonne – di aver trovato alcuni giorni dopo il disastro la metà inferiore del corpo di un passeggero tra i cespugli vicino al suo ufficio. E da allora è riuscita a malapena a dormire. «Capisco che agli altri devo apparire forte, sicura e composta, ma a casa, quando non sono al lavoro, piango abbracciata al cuscino». Sonne ha raccontato anche la difficile situazione che la città di Petropavlivka stava affrontando da prima che venisse coinvolta nell’incidente del volo MH17. Voloshina ha detto che da mesi il governo centrale a Kiev ha bloccato i pagamenti sia degli stipendi che delle pensioni. La miniera dove lavora suo marito è stata quasi interamente chiusa. Molti degli abitanti di questi tre villaggi vivono al di sotto della soglia di povertà: le pensioni sono mediamente di 93 euro e il salario dei minatori è di circa 400 euro.

 

I sindaci dei tre villaggi in cui sono precipitati gran parte dei pezzi del volo MH17 non sono dei ribelli, ha chiarito Sonne, che ha aggiunto che gli esperti internazionali “avrebbero potuto dirgli cosa fare” in una situazione del genere. Questo comunque non è successo: «Abbiamo chiesto cosa fare, come dovevamo comportarci, ma nessuno ci ha detto niente», ha detto il sindaco Voloshina. Il gruppo di esperti olandese che dovrà investigare sui fatti del volo MH17 non è ancora stato nelle aree in cui sono precipitati i rottami dell’aereo.

 

L’altra piccola città, delle tre maggiormente coinvolte nel disastro del volo MH17, si trova a circa 3 chilometri da Petropavlivka ed è Rozsypne, dove il corpo di un passeggero ha sfondato un tetto senza colpire nessun abitante della casa. In un campo, sempre a Rozsypne, è stato ritrovato il corpo di un assistente di volo e quello di un passeggero, ancora attaccato al sedile con le cinture di sicurezza allacciate.

Padre Sergei, un prete ortodosso di Grabovo che si trovava in casa al momento in cui l’aereo è precipitato, ha detto a Sonne: «Credevamo che fosse la fine del mondo». Ha raccontato che i primi oggetti ad atterrare, poco fuori dal centro abitato, sono stati alcuni pezzi dell’aereo in fiamme, tra cui il carrello, seguiti da “una pioggia di corpi” (braccia, teste e dita). Il sindaco di Grabovo, Vladimir Berezhnoi, ha urlato ad automobilisti e motociclisti di togliersi dalla strada proprio mentre precipitavano pezzi dell’aereo. E quando ha visto che sono cominciati a piovere dei corpi ha gridato agli adulti di portare subito i loro figli in casa. Ha detto anche che quando il giorno dopo sono arrivati a Grabovo gli osservatori dell’OSCE, nessuno di loro è andato a parlare con lui, e tutti sono stati costantemente sotto la sorveglianza dei militari filo-russi.

Oleg Miroshnichenko, sindaco di Rozsypne, ha detto che dopo aver sentito due forti esplosioni e aver visto parti di corpi precipitare dal cielo sono cominciate ad arrivare per telefono decine di segnalazioni simili da parte degli abitanti locali. Tre corpi sono finiti in un orfanotrofio, e molti dei corpi dei passeggeri precipitati dal cielo erano nudi. Miroshnichenko ha spiegato che nessuno ha toccato niente, in attesa che arrivassero ordini o comunicazioni riguardo a eventuali indagini, ma che a un certo punto gli abitanti e le squadre di emergenza arrivate da Donetsk hanno cominciato a raccogliere i corpi, che intanto cominciavano a putrefarsi sotto al sole.

Un video dai contenuti molto forti era stato diffuso nei giorni scorsi da Simon Ostrovsky, il giornalista di Vice rapito a Sloviansk nell’aprile scorso e poi liberato dopo due giorni, che da tempo lavora come inviato in Ucraina. Il video mostra alcune scene che rendono piuttosto efficacemente l’idea di cosa gli abitanti dei tre villaggi di Grabovo, Rozsypne e Petropavlivka si sono trovati ad affrontare nelle ore e nei giorni seguenti alla caduta dell’aereo del volo MH17.

(Attenzione: il video contiene immagini che potrebbero impressionare)

Foto: AP Photo/Dmitry Lovetsky