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  • lunedì 21 luglio 2014

Gli Stati Uniti accusano la Russia sul volo MH17

Ci sarebbero prove che abbia fornito ai separatisti filo-russi in Ucraina i lanciamissili con cui è stato abbattuto l'aereo, ha detto il segretario di stato Kerry, ma i media russi respingono tutto

Nella serata di domenica il Segretario di Stato americano John Kerry ha sostenuto che la Russia sarebbe coinvolta nell’abbattimento del Boeing 777 del volo MH17 di Malaysia Airlines precipitato giovedì scorso nei pressi del villaggio di Grabovo, in Ucraina orientale, mentre viaggiava da Amsterdam (Olanda) verso Kuala Lumpur (Malesia), rendendo ancora più consistenti le precoci accuse degli Stati Uniti a questo proposito. Fin dalle prime ore, la tesi prevalente – sostenuta dall’intelligence americana – è stata che l’aereo sia stato abbattuto da un missile terra-aria: alcune intercettazioni telefoniche, ha detto Kerry in un’intervista a una tv statunitense, suggeriscono che un lanciamissili SA-11 (Buk) di fabbricazione russa sia stato consegnato ai ribelli, e gli Stati Uniti hanno visto un filmato che mostrerebbe un lanciamissili trasferito dall’Ucraina orientale alla Russia poco dopo l’incidente del volo MH17.

“C’è un’enorme quantità di prove che indicano il coinvolgimento della Russia nella fornitura di questi sistemi antiaerei e nell’addestramento dei militari all’utilizzo di queste armi”, ha detto Kerry, che ha definito “grottesca” la gestione dei corpi dei passeggeri da parte dei ribelli, e che ha anche ipotizzato ulteriori provvedimenti contro la Russia, già più volte sanzionata dalla comunità internazionale e dagli Stati Uniti in seguito alla crisi in Ucraina. Le accuse fatte da Kerry alla Russia erano state espresse nella mattinata di domenica anche dall’ambasciata statunitense a Kiev, che aveva annunciato in un comunicato di avere le prove dell’abbattimento dell’aereo del volo MH17 con un lanciamissili SA-11 usato dai separatisti che controllano i territori dell’Ucraina orientale.

Fin da sabato scorso, i canali televisivi di news in Russia sostengono invece che aerei e unità di difesa ucraini fossero presenti e attivi nella zona di Grabovo al momento dell’incidente al volo MH17. Molti dei ribelli filo-russi hanno più volte detto di non avere a disposizione armi in grado di abbattere un aereo a quell’altitudine (sebbene altre agenzie russe avessero detto di sì in un primo momento). Una conduttrice del canale Rossiya 24 ha detto che la Russia respinge le “accuse americane”, e diversi altri canali televisivi russi hanno mostrato un filmato in cui il viceministro della Difesa russo, Anatoly Antonov, pone 10 domande al governo ucraino: Antonov chiede, tra le altre cose, una spiegazione riguardo l’impiego di missili Buk nella zona in cui è precipitato l’aereo, e sostiene che l’Ucraina abbia “permesso all’aereo di cambiare rotta verso una zona di guerra”. (Malaysia Airlines ha detto che la rotta del volo MH17 era stata approvata dagli organi di supervisione europei).

Al momento i corpi recuperati dal luogo in cui è precipitato l’aereo del volo MH17 di Malaysia Airlines – circa 251, dice il governo ucraino – sono conservati in alcuni vagoni refrigerati in due treni fermi alla stazione ferroviaria di Torez, distante una ventina di chilometri da Grabovo. Il capo dei separatisti filo-russi ha detto che i corpi resteranno lì in attesa dell’arrivo dei delegati della comunità internazionale, e che non saranno consegnati al governo ucraino, che a sua volta ha accusato i separatisti di avere compromesso la scena del volo MH17 e di aver ostacolato l’accesso all’area dei rottami dell’aereo.

Una squadra composta da 133 tecnici, medici e funzionari malesi è arrivata a Kiev nello scorso fine settimana, ma il governo ucraino ha detto di non aver potuto garantir loro un accesso sicuro all’area dei rottami a causa della presenza dei ribelli.

Foto: un lanciamissili russo Buk-M2 a Mosca, martedì 27 agosto 2013. (AP Photo/Ivan Sekretarev)

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