• Sport
  • lunedì 7 luglio 2014

I selfie stanno rovinando il Tour de France?

Durante le prime tappe in Inghilterra molti spettatori si sono fotografati durante la gara, creando notevoli problemi ai ciclisti

La 101esima edizione del Tour de France, la corsa ciclistica a tappe più famosa al mondo, è iniziata sabato 5 luglio in Inghilterra: la tappa era lunga 191 chilometri, con partenza da Leeds – nella regione inglese dello Yorkshire e Humber – e arrivo a Harrogate. La polizia ha stimato che nei primi due giorni di gara lungo il percorso ci fossero 2,5 milioni di spettatori, ma gli organizzatori pensano che in realtà potessero essere fino a 5 milioni. Tutto è andato bene se non fosse che alcuni ciclisti si sono lamentati del fatto che molte persone che seguivano la gara si sono scattate dei selfie con gli atleti sullo sfondo, causando loro diversi problemi.

 

Tejay van Garderen, ciclista della squadra statunitense BMC, si è lamentato – su Twitter – dopo essere caduto dalla bici. Garderen ha scritto: “Stare in piedi nel mezzo della strada girati di spalle con 200 ciclisti che ti vengono incontro, solo per scattarsi un selfie”, cosa che ha definito “un mix pericoloso di vanità e stupidità”. Ha poi scritto che naturalmente ama il tifo, ma chiesto agli spettatori di “lasciare spazio ai ciclisti”.

 

 

 

Anche Geraint Thomas, della squadra Sky, ha detto che a volte diventa rischioso farsi gli autoscatti, soprattutto quando chi si fa la foto è di spalle. Per Thomas i ciclisti in testa riescono a evitare gli spettatori in mezzo alla strada, ma c’è il rischio di chi è in coda non li veda. Thomas ha anche detto: “It’s the new pain in the ass” (cioè che è una gran rottura di scatole, diciamo). Il problema secondo Thomas potrebbe essere dovuto al fatto che gli inglesi non sono molto abituati alle corse ciclistiche, e non hanno idea della velocità alla quale vanno gli atleti. Alberto Contador, uno dei ciclisti più forti e famosi degli ultimi anni (che fu anche squalificato per due anni per doping) ha detto che sabato è stato “un giorno rischioso” e “una tappa molto tesa, per via di tutti quegli spettatori”. Lo scorso aprile, durante il Giro delle Fiandre, una donna di 65 anni era rimasta gravemente ferita dopo uno scontro con il ciclista belga Johan Vansummeren.

 

 

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.