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  • martedì 1 luglio 2014

La prima seduta del nuovo Europarlamento

Martin Schulz è stato rieletto presidente al primo scrutinio e c'è stata qualche protesta durante l'esecuzione dell''"Inno alla Gioia" da parte degli antieuropeisti

Martedì 1 luglio il nuovo Parlamento europeo si è riunito per la prima volta in seduta plenaria a Strasburgo, in Francia, dopo le elezioni europee di fine maggio. La seduta è stata presieduta da Gianni Pittella del Partito Democratico italiano come presidente temporaneo del Parlamento. Dopo una breve discussione in aula, si è proceduto all’elezione del nuovo presidente, che come previsto è stato il socialdemocratico tedesco Martin Schulz, che aveva già tenuto la presidenza nella precedente legislatura. Schulz è stato eletto al primo scrutinio con 409 voti a favore su 732 votanti. Nella storia del Parlamento europeo, non succedeva dagli anni Sessanta che un presidente fosse rieletto per un secondo mandato alla guida del Parlamento europeo.

Dopo essere stato eletto, Schulz ha tenuto un breve discorso ringraziando gli altri candidati che si erano presentati per la presidenza. Ha poi ricordato che il Parlamento insieme con le altre istituzioni europee avrà il compito di affrontare problemi molto seri dell’Unione, a iniziare da quello degli alti tassi di disoccupazione in diversi stati membri. Schulz ha anche detto che “se vogliamo che l’Unione Europea sia presa sul serio come una forza di pace, dobbiamo assicurarci che quelle persone che vogliono avere a che fare con l’Unione accettino le regole della legge e non quella del più forte contro il più debole”, alludendo quindi alla crisi tra Ucraina e Russia.

Tra i prossimi compiti del Parlamento europeo c’è quello di eleggere i suoi 14 vicepresidenti, che vengono eletti attraverso la compilazione di un’unica scheda su cui sono indicati i candidati. Quando il presidente è assente, i vice possono presiedere al suo posto le sedute in aula e possono rappresentare le istituzioni europee nei vari paesi.

Durante la cerimonia di apertura del Parlamento europeo, molti deputati antieuropeisti hanno voltato le spalle ai banchi della presidenza dell’aula mentre veniva suonato l’”Inno alla Gioia”, il movimento finale della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven scelto nel 1972 come inno ufficiale dell’Unione europea.

La composizione definitiva del Parlamento europeo vede il maggior numero di seggi assegnato al Partito Popolare Europeo, di orientamento di centro e di centro-destra (moderati, democristiani, conservatori), con 221. Segue il Partito Socialista Europeo (PSE) – di centrosinistra con orientamento socialista, social democratico e laburista – con 191 seggi. I due partiti hanno avviato una collaborazione su piani e programmi per la nuova legislatura, grazie alla quale è stato possibile indicare Jean-Claude Juncker (PPE) come presidente della Commissione europea e mantenere Martin Schulz (PSE) alla presidenza del Parlamento europeo. Movimento 5 Stelle e UKIP di Nigel Farage hanno rilanciato insieme il gruppo Europa della Libertà e della Democrazia (esistente sotto altre forme a partire dal 2009) per sostenere la loro opposizione alle attuali politiche europee e al modo stesso in cui è organizzata l’Unione. Nel gruppo Misto il partito più grande di tutti è il Fronte Nazionale francese, che non ha trovato nessun accordo per costituire un gruppo con altri partiti.

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