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  • martedì 24 Giugno 2014

Marine Le Pen non è riuscita a formare un gruppo al Parlamento europeo

I suoi deputati faranno parte dei "non iscritti", così come quelli della Lega Nord, diventando pressoché irrilevanti

Marine Le Pen, presidente del Front National, partito di estrema destra che alle elezioni europee dello scorso maggio è diventato il primo della Francia, non è riuscita a riunire un numero sufficiente di partiti per formare un gruppo politico autonomo all’interno del Parlamento europeo. Florian Philippot, vicepresidente di FN, ha confermato dicendo: «C’erano diversi partiti, ma ci vogliono sette paesi e stavolta non ce l’abbiamo fatta. (…) Abbiamo fatto una scelta di coerenza politica: non un gruppo a qualsiasi prezzo, ma un gruppo che abbia come condizione quella di avere un significato politico. E noi privilegiamo la qualità all’idea di avere un gruppo semplicemente per avere un gruppo».

I partiti avevano tempo fino alla mezzanotte di lunedì 23 giugno per registrarsi come gruppo parlamentare entro la prima sessione del nuovo Parlamento, prevista per il prossimo 1 luglio. I gruppi dovevano essere composti da un numero minimo di 25 deputati e rappresentare almeno un quarto degli Stati membri (i paesi sono 28 e servono dunque 7 delegazioni nazionali). Il problema per la formazione di un gruppo con il FN è stato il mancato accordo tra l’alleato olandese di Le Pen, Geert Wilders del Partito della Libertà (PVV), e il partito polacco di estrema destra Congresso della Nuova Destra (KNP) di Janusz Korwin-Mikke, più volte accusato di omofobia, misoginia e antisemitismo: «Il PVV», ha detto Geert Wilders, «vuole veramente formare una gruppo, ma non a quel prezzo. Il mio partito dovrebbe costruire un ponte troppo grande per lavorare con il KNP», che vuole per esempio abolire il diritto di voto per le donne. Al fallimento ha contribuito anche la defezione di Angel Dschambaski, rappresentante del VMRO, il Movimento nazionalista bulgaro.

Così finiscono tra i non iscritti i deputati del Front National francese, quelli della Lega Nord di Matteo Salvini, gli olandesi del PVV, i liberalnazionali austriaci del FPO e il partito fiammingo belga del Vlaams Belang. Tra i non iscritti ci saranno anche i neonazisti greci di Alba Dorata. Non essere iscritti ad alcun gruppo ha delle conseguenze pesanti al Parlamento europeo: esclusione dalla distribuzione proporzionale delle cariche, contributi solo a titolo personale ma non per l’attività politica di gruppo, tempo di parola molto limitato, necessità di 40 controfirme anche semplicemente per presentare un emendamento. Secondo le regole del Parlamento europeo i gruppi possono formarsi in qualsiasi momento, ma la formazione di inizio legislatura influisce per due anni e mezzo, fino cioè alla nomina del nuovo presidente del Parlamento (in ogni legislatura del Parlamento europeo si alternano due presidenti).