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  • venerdì 13 Giugno 2014

La Corea del Sud ha impiegato novemila poliziotti per cercare un imprenditore

E non lo ha trovato: cercano Yoo Byung-eun, l'ultimo proprietario della società che gestiva il traghetto Sewol, affondato in aprile

Tra mercoledì 11 e giovedì 12 giugno circa 9mila poliziotti sudcoreani sono stati coinvolti in una grossa operazione di sicurezza in un complesso attorno a una chiesa evangelica battista nelle vicinanze di Seul, la capitale della Corea del Sud. L’enorme operazione serviva a catturare Yoo Byung-eun, uomo d’affari miliardario che le autorità sudcoreane credono in parte responsabile dell’affondamento della nave Sewol avvenuto al largo delle coste della Corea del Sud il 16 aprile scorso. Secondo la polizia, Yoo è stato l’ultimo proprietario della società che controllava la Sewol: Associated Press scrive che sarebbe stato coinvolto in un giro di corruzione che avrebbe in qualche modo contribuito all’affondamento della nave. Yoo non è stato trovato.

Per l’affondamento della Sewol – che ha causato 304 morti o dispersi, di cui la maggior parte studenti della scuola superiore di Ansan, una piccola città a sud di Seul – sono già stati compiuti diversi arresti: tutti i 15 membri dell’equipaggio responsabili per la navigazione sono stati accusati di negligenza, e quattro di loro, tra cui il capitano della nave, potrebbero essere condannati a morte con l’accusa di omicidio. Tutti gli arrestati sono comparsi in tribunale per la prima volta questa settimana.

Secondo la polizia, Yoo starebbe esercitando ancora oggi il suo controllo sulla società che gestiva la Sewol – la Chonghaejin – attraverso una complessa rete di holding in cui i più grandi azionisti sono i suoi figli. Yoo è accusato di evasione fiscale, appropriazione indebita e negligenza professionale: le autorità lo accusano di avere intascato in maniera illecita somme di denaro provenienti dalla gestione della società, e di avere scelto di non sostenere invece le spese necessarie per garantire la sicurezza della nave e delle persone a bordo.

L’enorme dispiegamento di forze ha spinto diversi siti di news a interessarsi della vicenda. Associated Press, che cita fonti della polizia, ha spiegato che i migliaia di poliziotti sono stati necessari per controllare un’area molto grande, che include un allevamento ittico, una stalla per le mucche e un auditorium di 5000 posti a sedere (in Corea del Sud non è così raro comunque vedere operazioni di polizia così massicce). Diversi poliziotti sono rimasti all’esterno del complesso, per evitare eventuali tentativi di fuga, mentre un elicottero ha fornito sorveglianza aerea sia mercoledì che giovedì. Non ci sono stati scontri con la comunità locale, nonostante le preoccupazioni della polizia e qualche protesta: ii mese scorso, infatti, diversi membri della chiesa evangelica battista avevano minacciato di “morire come martiri”, dopo essersi rifiutati di aprire i cancelli del compound alla polizia. L’operazione non ha portato comunque all’arresto di Yoo Byung-eun.

La polizia ha sequestrato computer, memory card, documenti di vario tipo e registrazioni delle telecamere di sicurezza. Cinque membri della chiesa evangelica battista sono stati arrestati con l’accusa di avere aiutato Yoo a fuggire e avere ostacolato l’operazione della polizia.