Come si vota alle elezioni Europee

E alle regionali in Piemonte e Abruzzo, e per i sindaci in quasi 4.000 comuni: si fa tutto nella sola giornata di domenica 25 maggio, occhio a come distribuite le preferenze

Le elezioni per il Parlamento Europeo si terranno in Italia domenica 25 maggio: oltre 49 milioni di italiani potranno votare per eleggere i nuovi deputati europei, ma anche i presidenti e i consigli regionali di Piemonte e Abruzzo e i sindaci di quasi 4.000 comuni. Abbiamo messo insieme una guida su come, dove e quando votare, mentre qui trovate la spiegazione su come saranno conteggiati i risultati e i seggi, qui i candidati delle liste maggiori, e qui l’aria che tira nei diversi stati membri in cui si vota e si è già votato.

Chi può votare
Possono votare tutti i cittadini con una tessera elettorale valida, quindi tutti i cittadini che hanno compiuto 18 anni entro domenica e sui quali non sono in corso particolari limitazioni decise dall’autorità giudiziaria. Chi ha perso la sua tessera elettorale può richiederne una nuova presso gli uffici comunali della città in cui vota, che saranno aperti per tutta la durata delle operazioni di voto. Gli aventi diritto al voto per le Europee sono 49,4 milioni di persone.

Quando si vota
I seggi saranno aperti nella sola giornata di domenica 25 maggio dalle 7 alle 23. Ci sono quindi 16 ore di tempo per andare a votare.

Dove si vota
Ogni elettore deve votare nella sezione elettorale indicata sulla sua tessera elettorale. Le sezioni allestite dal ministero dell’Interno sono in tutto 61.594. Altre 574 sono state allestite negli altri paesi dell’Unione per gli elettori italiani all’estero.

Europee
La legge elettorale per le Europee in Italia risale al gennaio del 1979 ed è stata modificata successivamente a metà degli anni Novanta, nel 2004 e nel 2009. Oltre a essere di tipo proporzionale, prevede il meccanismo delle preferenze per i singoli candidati: se ne possono esprimere un massimo di tre. C’è una soglia di sbarramento al 4 per cento perché un partito ottenga dei seggi.

La scheda
Per le elezioni europee, a ogni elettore sarà consegnata una sola scheda di colore diverso a seconda della circoscrizione elettorale in cui vota:
grigio: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia (Italia nord-occidentale);
marrone: Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna (Italia nord-orientale);
rosso: Toscana, Umbria, Marche, Lazio (Italia centrale);
arancione: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria (Italia meridionale);
rosa: Sicilia, Sardegna (Italia insulare).

Come si vota
Ogni elettore esprime la sua preferenza tracciando un segno sul simbolo della lista che vuole votare.

Liste
In ogni circoscrizione sono eletti i candidati più votati collegati alle loro rispettive liste. Poiché si tratta di un sistema proporzionale con preferenze non esistono veri e propri capilista, perché tutte le posizioni in elenco sono alla pari (salvo naturalmente l’effetto di visibilità delle prime posizioni rispetto alle successive).

Preferenze
Oltre a barrare il simbolo della lista, ogni elettore ha la possibilità di indicare fino a tre preferenze. Però, occhio: ci sono delle regole per garantire la parità di genere tra i nomi indicati. Se si esprimono tre preferenze, almeno una di queste deve essere di sesso diverso: quindi si devono scrivere i nomi di due uomini e una donna o di due donne e un uomo. Se non si segue questa regola e si scrivono tre preferenze per candidati dello stesso sesso, l’ultima preferenza viene annullata.

Chi viene eletto
In Italia il sistema proporzionale è applicato indipendentemente su ciascuna circoscrizione. Significa che ogni partito raccoglie i seggi in base ai voti che ha preso nelle cinque circoscrizioni, e non sommandoli tutti assieme. Quello che invece è applicato al risultato su scala nazionale complessiva è lo sbarramento del 4 per cento.

Quanti eurodeputati
L’Italia elegge 73 parlamentari europei. Per l’assegnazione dei seggi tra i vari stati membri si applica il principio della “proporzionalità decrescente”: i paesi con più abitanti hanno più seggi rispetto a quelli meno popolosi, ma ci sono comunque degli aggiustamenti per garantire che ci sia un’equa rappresentanza. Il paese che ha più seggi è la Germania, con 96, seguita dalla Francia (74), dal Regno Unito e dall’Italia entrambi con 73. I paesi con meno seggi sono Cipro, Estonia, Lussemburgo e Malta con 6 seggi ciascuno.

Regionali
In Piemonte e in Abruzzo si vota anche per il rinnovo del Consiglio regionale e del presidente. Il voto in questo caso interessa 4,8 milioni di persone. Le regole per l’elezione sono diverse perché ogni regione ha una sua legge elettorale.

Piemonte – La scheda su cui si vota è verde e ci sono un sacco di combinazioni diverse per potere esprimere il proprio voto. Il ministero dell’Interno le spiega così, elettori piemontesi, fatevi forza:

L’elettore, con la matita copiativa, utilizzando un’unica scheda, potrà esprimere il proprio voto:

– tracciando un segno di voto solo nel rettangolo che contiene il contrassegno della lista provinciale: il voto così espresso è valido sia per la lista provinciale, sia per la lista regionale collegata;
– tracciando un segno di voto sia nel rettangolo che contiene il contrassegno della lista provinciale, sia sul nominativo del capolista o sul contrassegno (o su uno dei contrassegni) della lista regionale collegata alla lista provinciale votata: anche in questo caso il voto è valido sia per la lista provinciale, sia per la lista regionale collegata;
– tracciando un segno di voto nel rettangolo che contiene il contrassegno di una lista provinciale e un altro segno sul nominativo del capolista o sul contrassegno (o su uno dei contrassegni) di una lista regionale non collegata alla lista provinciale votata: anche in questo caso il voto è valido sia per la lista provinciale, sia per la lista regionale, sebbene non collegate fra loro (c.d. voto disgiunto);
– tracciando un segno di voto solo sul nominativo del capolista o sul contrassegno (o su uno dei contrassegni) della lista regionale, senza tracciare alcun altro segno per le liste provinciali: il voto è così valido solo per la lista regionale e non può essere attribuito ad alcuna lista provinciale, neppure se collegata a quella regionale votata;
– manifestando un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere regionale compreso nella lista provinciale votata: a tal fine scriverà il cognome oppure il nome e cognome e, se occorre, la data di nascita, sulla apposita riga tracciata alla destra del contrassegno della lista provinciale stessa.

Abruzzo – Si vota su una scheda di colore verde e si può esprimere un voto per un candidato alla presidenza della Giunta e uno per una lista provinciale.

L’elettore, con la matita copiativa, potrà esprimere il proprio voto:

– tracciando un segno di voto per una delle liste provinciali nel relativo rettangolo o esprimendo un voto di preferenza: in tal caso scriverà il cognome, ovvero il nome e cognome di uno dei candidati compresi nella lista stessa. Il voto espresso per una delle liste provinciali è contestualmente attribuito al candidato Presidente collegato alla lista provinciale e alla coalizione di cui la lista stessa fa parte;
– tracciando un segno di voto solo sul nominativo del candidato Presidente: il voto è attribuito al solo candidato Presidente.

In Abruzzo non è ammesso il voto disgiunto: se si votano liste collegate a candidati presidente diversi il voto viene annullato.

Comunali
Oltre alle elezioni europee e a quelle regionali in Piemonte e in Abruzzo, domenica 25 maggio si vota anche per il rinnovo di diversi consigli comunali. Il voto in questo caso interessa 16,9 milioni di elettori e 3.918 comuni. La scheda in questo caso è di colore azzurro e la modalità di elezione variano a seconda del numero di abitanti.

Comuni sopra i 15mila abitanti – Si può votare per una lista, direttamente per un candidato sindaco barrando il suo nome e volendo in aggiunta una lista collegata (o non collegata, nel caso di “voto disgiunto”), esprimendo un voto di preferenza indicando il nome di un candidato consigliere comunale sulla riga in corrispondenza della lista di cui fa parte fino a 2 candidati purché di sesso diverso. È previsto il ballottaggio nel caso in cui nessun candidato a sindaco raggiunga il 50 per cento più uno dei voti. Tra i comuni interessati ci sono Firenze, Bari, Perugia, Bergamo, Padova, Modena, Reggio Emilia, Prato, Pavia e Ferrara.

Comuni con meno di 15mila abitanti – Si può votare per una lista, direttamente per un candidato sindaco barrando il suo nome e volendo una lista collegata, indicando una preferenza sulla riga in corrispondenza della lista di cui fa parte il candidato consigliere comunale fino a 2 candidati purché di sesso diverso nei comuni tra 5mila e 15mila abitanti, in quelli sotto i 5mila si può esprimere una sola preferenza. In caso di parità tra i due candidati a sindaco più votati si procede al ballottaggio.

Per i comuni della Sardegna in cui si vota si applicano regole diverse, perché la regione è a statuto speciale.

Scrutinio
Lo scrutinio dei voti per il Parlamento europeo avrà la precedenza e inizierà alle 23 di domenica 25 maggio, subito dopo la conclusione delle operazioni di voto. Lo scrutinio delle regionali e delle comunali inizierà solo il giorno seguente, lunedì 24 maggio, alle due del pomeriggio. In Piemonte e in Abruzzo sarà data la precedenza allo scrutinio delle schede elettorali delle regionali.

Leccare la matita
Nei giorni prima delle elezioni politiche del 2013 circolò molto, soprattutto online, la voce che fosse necessario inumidire la matita copiativa al seggio per essere sicuri che il segno non possa essere cancellato. Il Consiglio di Stato ha stabilito che i voti espressi con matite “umettate” (cioè inumidite) sono validi: in effetti lasciano dei segni piuttosto riconoscibili, e il Consiglio di Stato ha stabilito che anche quei segni “particolari” sono validi.

Inumidire la matita, oltre che di dubbio risultato igienico, non è naturalmente necessario. La matita copiativa fornita al seggio è già di per sé indelebile, dato che le matite copiative sono diverse dalle normali matite in quanto non hanno un’anima fatta soltanto di grafite, ma contengono anche coloranti. Ogni tentativo di cancellazione, anche con solventi, lascia un residuo di colore sulla carta.