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  • sabato 19 Aprile 2014

Quanto è inquinata la Cina?

Parecchio: lo spiega l'Atlantic con due grafici piuttosto inquietanti

Tutti sanno che la Cina è uno dei paesi più inquinati al mondo, tanto da far nascere addirittura leggende metropolitane, come quella che in alcune città cinesi vengano utilizzati dei mega-schermi per mostrare filmati dell’alba, resa invisibile dallo smog. Al di là delle bufale, è molto difficile visualizzare correttamente “quanto” sia inquinata la Cina. Le fotografie, come quelle della città di Harbin, nel nord-est della Cina, possono aiutare. Ma se non sapessimo che è la Cina e che quello che si vede è smog, le foto potrebbero benissimo ritrarre un pomeriggio di novembre a Milano.  L’Atlantic ha raccolto un paio di grafici che raccontano in maniera piuttosto definitiva ed efficace il tasso di inquinamento in Cina.

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In questo grafico, pubblicato per la prima volta su Chinadialogue, un sito di informazione sulla questione ambientale cinese, vengono mostrate le diverse scale usate in Cina, Stati Uniti ed Europa per misurare i livelli di concentrazione del PM 2.5, uno dei principali agenti inquinanti. All’estrema destra potete vedere i livelli europei, calcolati per un’ora di esposizione: da 55 microgrammi per metro cubo (l’unità di misura che si usa in questi casi) in su il livello è considerato alto. Se l’esposizione aumenta a 24 ore le soglie si abbassano: come potete vedere nelle due colonne centrali: in Europa la soglia “alta” per un’esposizione di 24 ore scatta oltre i 30 microgrammi per metro cubo e negli Stati Uniti oltre i 35,5.

E in Cina? I livelli ufficiali sono quelli nella colonna più a sinistra e basta un colpo d’occhio per capire come funzionano le cose. Fino al livello di 150 microgrammi per metro cubo, cioè cinque volte circa i livelli europei e americani, la concentrazione di PM 2.5 è considerata “moderata”. Questa classificazione significa che, ad esempio, un livello di 35 in Europa è considerato “alto”, mentre in Cina è “eccellente”. Molti siti internet, applicazioni e giornali cinesi utilizzano quasi esclusivamente la classificazione cinese e così risulta che Pechino nel 2013 ha avuto 307 giorni di inquinamento moderato, cioè tra le quattro e le cinque volte quello che viene considerato un livello “alto” in Europa.

Come potete vedere la scala termina a 250 microgrammi per metro cubo. Questo non significa che lo stesso faccia anche l’inquinamento. Spesso in Cina è possibile che l’inquinamento arrivi a 500 e oltre. Lo scorso dicembre Shangai ha subito una “airpocalypse” (un’apocalisse dell’aria, letteralmente), durante la quale il PM 2.5 è arrivato ad oltre 600 microgrammi per metro cubo e scuole, uffici e aeroporti sono rimasti chiusi. Come nota l’Atlantic: «Nessun vivente ha mai sperimentato nulla del genere in Europa o in Nord America, tranne che in caso di incendi di foreste o eruzioni vulcaniche».

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L’altro grafico compara la città più inquinate degli Stati Uniti con quelle più inquinate in Cina. I numeri che vedete rappresentano la concentrazione media in un anno di PM 2.5 nell’aria: le città cinesi sono quasi dieci volte più inquinate che quelle americane. E in Italia? Secondo i dati dell’agenzia Europea dell’ambiente (EEA), siamo messi un po’ peggio degli Stati Uniti, anche se comunque a una grande distanza dalla Cina. A Monza, una delle città più inquinate d’Italia, la media del PM 2.5 nel corso di un anno è di 33,38, a Milano di poco più di 25 e a Torino 28,7. Roma invece avrebbe una concentrazione media annua di 17 microgrammi per metro cubo – un dato comunque da prendere con le molle, visto che la centralina utilizzata dall’EEA per fare questa rilevazione si trova nel mezzo del parco di Villa Ada (qui potete vedere una mappa interattiva con l’inquinamento medio annuo da PM 2.5 in tutta Europa).