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  • giovedì 17 Aprile 2014

Tre filo-russi sono stati uccisi a Mariupol

Circa 300 persone hanno attaccato una base della guardia nazionale nella città orientale ucraina: ci sono anche 13 feriti e 63 arrestati

La sera di mercoledì 16 aprile tre persone sono state uccise durante un attacco a una base della guardia nazionale ucraina a Mariupol, città sul mare di Azov nella regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale. La notizia, che già circolava ieri sera, è stata confermata questa mattina dal ministro degli Interni ucraino Arsen Avakov su Facebook. Avakov ha scritto che i tre morti sono uomini filorussi uccisi dalle forze ucraine mentre stavano partecipando con altre 300 persone circa all’attacco, usando pistole e bombe molotov (qui alcune foto dell’attacco pubblicate da un sito locale). Negli scontri che ne sono seguiti ci sono stati anche 13 feriti e 63 arrestati, mentre nessun soldato ucraino è rimasto ucciso. Quelli di Mariupol sono gli scontri più violenti che ci sono stati in Ucraina orientale negli ultimi dieci giorni.

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A Mariupol la situazione era piuttosto complicata e tesa da diversi giorni: i separatisti filorussi avevano occupato diversi edifici governativi in città e da allora le autorità ucraine non erano riuscite a riprenderne il controllo. Riguardo all’attacco di mercoledì sera, Avakov ha detto: «Grazie agli sforzi congiunti della polizia e della guardia nazionale gli assalitori sono stati dispersi dopo una breve battaglia, e la maggior parte di loro è stata disarmata». Avakov ha spiegato che il governo ha deciso di mandare a Mariupol le forze speciali, e diversi veicoli blindati starebbero convergendo in città da luoghi vicini. Secondo un giornale locale, giovedì mattina diversi elicotteri ucraini sarebbero atterrati nei pressi della città con a bordo altri soldati, muniti tra le altre cose di fucili da cecchini.

Oggi i diplomatici di Russia, Ucraina, Stati Uniti e Unione Europea si incontreranno a Ginevra, nel prima riunione diretta tra le quattro parti dall’inizio della crisi ucraina. Secondo diversi giornalisti, le aspettative non sono particolarmente alte, anche se statunitensi e europei potrebbero sperare di ottenere sufficienti concessioni dalla Russia per non ricorrere ad altre sanzioni. Se l’incontro fosse invece un totale fallimento, gli Stati Uniti potrebbero accelerare la decisione di mandare aiuti non-militari all’Ucraina, come forniture mediche e vestiti, e potrebbero decidere insieme all’Europa di adottare sanzioni ancora più dure contro i collaboratori della cerchia ristretta del presidente russo Vladimir Putin (un primo round di sanzioni di questo tipo è già stato adottato dal governo di Washington durante la crisi in Crimea, ma in quel caso diversi alleati di Putin furono esclusi dalla lista finale delle sanzioni).

Mercoledì era cominciata una nuova fase dell’”operazione antiterrorismo” annunciata dal governo ucraino contro i filorussi che hanno preso il controllo degli edifici governativi di diverse città dell’Ucraina orientale. L’operazione ucraina era fallita praticamente ancora prima di iniziare: alcuni uomini filorussi armati e col volto coperto avevano sequestrato sei mezzi militari ucraini nei pressi del campo volo di Kramatorsk, e si erano diretti verso la città di Sloviansk, poco più a nord, controllata interamente da uomini armati. I filorussi si erano imposti anche a Donetsk – dove hanno occupato la sede del municipio – e a Kramatorsk.