«Una volta ero un cavaliere Jedi»

Ad Alec Guinness i dialoghi di Guerre Stellari facevano schifo, ma furono l'altra metà della sua eccezionale e ammirata carriera: era nato cento anni fa oggi

Alec Guinness una volta disse che «Potrei camminare in una strada affollata senza che nessuno mi riconosca». Che è quello che succede a quasi tutti noialtri, però lui era Alec Guinness. Aveva vinto un Oscar per Il ponte sul fiume Kwai. Aveva avuto parti importanti in Lawrence d’Arabia e nel Dottor Zivago. Era stato Obi-Wan Kenobi nei tre Guerre Stellari. Aveva vinto un Oscar alla carriera. Era stato nominato cavaliere dalla regina Elisabetta, lo chiamavano “Sir” Alec Guinness (quelli che lo riconoscevano). Era uno del ristrettissimo gruppo dei grandi attori shakespeariani inglesi diventati divi del cinema, come Laurence Olivier, come John Gielgud. Ma aveva una faccia non memorabile, non inconfondibile, duttile ai molti personaggi che le attribuì nella sua lunga carriera; e aveva un’inclinazione a stare alla larga dai meccanismi della celebrità da show business. Era i suoi personaggi, ed era molto poco “Alec Guinness”, avendo fatto in modo di non costruire un “Alec Guinness” familiare e riconoscibile. Fece anche Grandi Speranze, La signora omicidi, Il nostro agente all’Avana, Passaggio in India, tra gli altri. Conobbe una rinnovata popolarità – persino più grande di tutte le autorevoli precedenti – facendo Obi-Wan Kenobi, ruolo per cui esibì sempre un cospicuo e britannico fastidio, esteso a tutta la trilogia di Guerre Stellari. Si raccontano storie di giovani fans in lacrime dopo che lui aveva suggerito di smettere di guardare quel loro film adorato, pieno a suo dire di dialoghi mediocri e sciocche e prolungate battaglie spaziali.

Alec Guinness morì di un cancro al fegato nel 2000, a 86 anni. Era nato un secolo fa, il 2 aprile 1914.

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