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  • martedì 4 marzo 2014

Un altro giorno in Crimea

Putin ha detto che per ora non interverrà in Ucraina (come se la Crimea non lo fosse), Kerry è a Kiev e ha condannato "l'aggressione da parte della Russia"

Sintesi della giornata di oggi – Martedì 4 marzo è stata un’altra giornata piuttosto movimentata per la diplomazia internazionale che si sta occupando della crisi in Crimea e delle tensioni tra Ucraina e Russia. In tarda mattinata il presidente russo Vladimir Putin ha parlato in televisione della crisi, toccando molti punti (i dettagli sono nell’aggiornamento delle 13.05); tra le altre cose, Putin ha scaricato definitivamente l’ex presidente ucraino Viktor Yanukovych, dicendo che per lui non esiste più alcun futuro politico, e ha lasciato aperta la possibilità di usare le forze armate russe in Ucraina.

Per gli Stati Uniti hanno parlato sia il presidente Barack Obama che il segretario di stato John Kerry: entrambi hanno ribadito che la Russia è responsabile di un’aggressione militare contraria ai principi che regolano la sovranità delle singole nazioni. Kerry, che oggi era in visita a Kiev per incontrare il governo ad interim ucraino, ha confermato che gli Stati Uniti stanno preparando un pacchetto di aiuti di circa un miliardo di dollari per l’Ucraina e ha aggiunto che se la Russia non rinuncia all’invasione della Crimea il governo americano e i suoi alleati non potranno fare altro che isolarla politicamente, economicamente e diplomaticamente.

Anche la NATO ha diffuso un comunicato per ribadire che la Russia continua a violare la sovranità dell’Ucraina (per ora non c’è niente di più dal fronte NATO, ma i paesi membri si riuniranno di nuovo mercoledì 5 marzo). Il ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini, ha riferito oggi alle commissioni Esteri della Camera e del Senato sul Consiglio dell’Unione Europea del 3 marzo, dicendo che gli sforzi dell’UE sono quelli di mantenere aperta la linea del dialogo, e annunciando che incontrerà il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, il 5 marzo a Parigi. L’Unione Europea si incontrerà di nuovo giovedì per valutare la possibilità di imporre sanzioni sulla Russia (oltre a quelle mirate già imposte a 18 ucraini).

Infine, in Crimea è stata una giornata senza particolari sviluppi, a parte un confronto molto teso questa mattina tra militari ucraini disarmati e soldati russi a un checkpoint nei pressi della base aerea di Belbek, vicino a Sebastopoli: il confronto, che è durato solo qualche ora, si è risolto senza scontri. Per diversi minuti martedì sera le agenzie internazionali hanno riportato di un inaspettato lancio di un missile balistico intercontinentale da parte della Russia, visto come ennesimo atto di aggressione del governo russo. Poco dopo, comunque, gli Stati Uniti hanno detto di essere stati a conoscenza del lancio, come previsto dai trattati bilaterali tra i due paesi.

18:07 – A margine di una conferenza stampa a Washington, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha parlato brevemente della crisi in Crimea. Ha detto che gli Stati Uniti sono pronti a fare il necessario per assicurarsi che i diritti di tutto il popolo ucraino siano rispettati. “Il fatto che ci siano ancora soldati in Crimea è indice del fatto che ciò che sta accadendo lì non è dovuto ad effettive preoccupazioni per la popolazione russa e per quella russofona, ma che si tratta del tentativo della Russia di esercitare la forza su un paese confinante”. Obama ha aggiunto che “Putin può dire tutto ciò che vuole, ma i fatti sul campo indicano che non sta seguendo” i principi che regolano la sovranità delle singole nazioni.

18:07 – Si è intanto conclusa la riunione di emergenza della NATO richiesta dalla Polonia. Al suo termine è stato diffuso un breve comunicato in cui si ricorda che “la Russia continua a violare la sovranità dell’Ucraina e la sua integrità territoriale”. I membri NATO confermano la loro piena solidarietà al governo ucraino. Mercoledì 5 marzo si terrà una riunione NATO – Russia per discutere gli sviluppi della crisi in Crimea.

18:01 – Durante una breve sessione di domande e risposte, Andrea Mitchell di NBC News ha riferito a Kerry che Vladimir Putin in una conferenza stampa questa mattina ha negato che siano presenti soldati russi in Crimea. Kerry ha chiesto che ripetesse la domanda, mostrando di essere sorpreso: “Ha davvero detto che non ci sono soldati in Crimea?”.

17:55 – Kerry ha confermato che gli Stati Uniti stanno preparando un pacchetto di aiuti di circa un miliardo di dollari per l’Ucraina. Il denaro servirà principalmente per ripagare parte del debito energetico che il governo ucraino ha nei confronti della Russia, per le forniture di gas. Il pacchetto prevede altri tipi di aiuti per consentire al popolo ucraino di organizzare quanto prima elezioni libere e per ridurre il problema della corruzione.

17:49 – Durante la conferenza stampa, Kerry ha chiarito che gli Stati Uniti non cercano scontri, ma il semplice rispetto delle leggi della comunità internazionale. La Russia, ha spiegato, ha un sacco di altri strumenti per fare valere i propri interessi in Ucraina, dalle Nazioni Unite alle associazioni umanitarie per eventuali tutele della popolazione. “La Russia lasci la Crimea e rinunci all’invasione” ha detto Kerry, ricordando che gli Stati Uniti e gli altri paesi altrimenti non potranno fare altro che isolare la Russia, politicamente, economicamente e diplomaticamente,

17:40 – Il segretario di stato americano John Kerry si trova a Kiev, dove nel tardo pomeriggio ha tenuto una lunga conferenza stampa sulla crisi in Crimea. Kerry ha spiegato che gli Stati Uniti condannano “l’aggressione russa” in territorio ucraino, ricordando che la Russia non sta rispettando i trattati internazionali sulla sovranità delle singole nazioni. Ha poi aggiunto che le motivazioni date dal governo russo per il proprio impegno in Ucraina sono pretestuose: non ci sono problemi di sicurezza, il governo ucraino non è mosso da estremisti e non ci sono tensioni tra diverse comunità nel paese.

Kerry ha ricordato che solo la diplomazia e il rispetto della sovranità nazionale possono risolvere crisi di questo tipo, e non l’uso di eserciti. Ha spiegato che gli Stati Uniti si aspettano un disimpegno in tempi rapidi della Russia in Crimea e la fine dell’invasione. Ha invitato il governo russo a comportarsi per i tempi in cui ci troviamo, il XXI secolo, e non come se fossimo nel XIX o XVIII secolo.

17:25 – È iniziata la conferenza stampa di Kerry.

17:11 – A breve si dovrebbe tenere una conferenza stampa del segretario di stato americano John Kerry, in visita a Kiev.

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16:49 – Christiane Amanpour, capo corrispondente internazionale della CNN, ha avuto un breve scontro con il suo collega Wolf Blitzer, giornalista e conduttore molto conosciuto del canale all news. In onda Blitzer ha definito sbrigativamente chi manifesta in Ucraina a favore dell’Europa come “antisemiti e fascisti”, suscitando una dura reazione da parte di Amanpour. Qui una spiegazione sui luoghi comuni che circolano più di frequente sull’Ucraina e la crisi in Crimea.

16:33 – Il Guardian ha preparato un calendario con le cose da tenere d’occhio oggi e nei prossimi giorni.

Oggi: la visita di Kerry a Kiev; la riunione della NATO per discutere sulla crisi in Crimea su richiesta della Polonia.
Mercoledì 5 marzo: arrivano gli osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) in Ucraina per monitorare la situazione in Crimea; la riunione speciale tra NATO e Russia per discutere gli ultimi sviluppi.
Giovedì 6 marzo: scade il limite imposto dall’Unione Europea alla Russia entro il quale ritirare le truppe dalla Crimea senza incorrere in sanzioni.
Venerdì 7 marzo: iniziano le Paralimpiadi invernali a Sochi, tra possibili boicottaggi e assenze di delegazioni diplomatiche.

16:25 – Il primo ministro ucraino Yatseniuk ha spiegato che sono stati avviati alcuni contatti tra i ministri russi e quelli dell’Ucraina. Ha anche confermato che il debito nei confronti della Russia per le forniture di gas ammonta a circa 2 miliardi di dollari. Tra le ipotesi, circola anche quella secondo cui l’Unione Europea potrebbe aiutare l’Ucraina a ripagare parte del debito nei confronti di Gazprom, la società russa fornitrice di gas. Potrebbe fare parte del pacchetto di aiuti che l’UE sta preparando con il governo ucraino e che dovrebbe essere annunciato mercoledì.

16:20 – Il ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini, ha riferito alla commissioni Esteri della Camera e del Senato sul Consiglio dell’Unione Europea che si è svolto lunedì 3 marzo per parlare dell’Ucraina. Ha detto che l’obiettivo continua a essere quello di “tenere aperta sino all’ultimo la strada del dialogo” per evitare “nuovi scenari da guerra fredda”. Mogherini ha detto di essersi messa in contatto con il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, e che i due si incontreranno mercoledì 5 marzo a Parigi, a margine della riunione del gruppo di sostegno al Libano.

16:12 – Ripassino geografico sulla Crimea. La mappa di BBC mostra le città e le zone più importanti della penisola e lo stretto di Kerch, tra la Crimea orientale e la Russia. Secondo la guardia costiera ucraina, navi della marina militare russa bloccano i due imbocchi dello stretto.

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15.48 – Il segretario di stato John Kerry ha depositato un mazzo di rose a piazza Indipendenza a Kiev, dove decine di persone sono morte negli scontri tra manifestanti anti-Yanukovych e polizia lo scorso febbraio.

John Kerry

Dietro, si vedono ancora le barricate.

 

15.43 – L’ex primo ministro ucraino Yulia Tymoshenko ha dato un’intervista esclusiva a SkyTg24 (ieri ne aveva data un’altra a Christiane Amanpour di CNN) dove ha parlato dell’attuale crisi in Ucraina. Tymoshenko ha detto: «Chiedo all’Occidente di intervenire in maniera decisa dal punto di vista diplomatico per aiutare l’Ucraina che altrimenti davanti alla Russia è troppo debole». Tymoshenko ha parlato di un altro punto molto importante, cioè del mancato rispetto da parte russa del Memorandum di Budapest del 1994, secondo il quale gli ucraini rinunciavano al loro arsenale nucleare in cambio del rispetto da parte degli altri paesi firmatari dei loro confini.

15.22 – Spazio-riflessione sui motivi per cui la Russia ha invaso la Crimea, e minaccia di usare in futuro le proprie forze contro altre zone dell’Ucraina.

Il 2 marzo Dmitri Trenin – direttore del Carnegie Moscow Center – ha definito quello che sta succedendo in Ucraina «probabilmente il peggior punto della storia europea dalla fine della guerra fredda». Nel cercare i motivi dell’aggressione russa – che alcuni faticano a capire e non si spiegano, mentre altri la definiscono proprio un “errore” – Trenin ha scritto:

«Piuttosto che favorirne la secessione, è più probabile che Mosca sostenga la decentralizzazione fino al federalismo, che dovrebbe neutralizzare la minaccia di un’Ucraina unita anti-russa all’interno della Nato. L’efficacia degli sforzi russi di mobilitare l’opposizione al nuovo governo di Kiev nell’est e nel sud del paese dipenderà dai livelli di confidenza e tolleranza delle nuove autorità a Kiev. Nel peggiore dei casi, un’Ucraina unita potrebbe non sopravvivere.»

Ma perché per la Russia è così importante non avere un’Ucraina unita anti-russa? Una risposta convincente, almeno se si segue il ragionamento iniziato da Trenin, è stata in parte data da Peter Beinart sull’Atlantic. Beinart parte da una considerazione: chi critica gli Stati Uniti in questi giorni sostiene che l’amministrazione Obama abbia da tempo iniziato un progressivo disimpegno militare – ma non solo – in zone del mondo che prima erano più direttamente sotto il controllo degli americani (la stessa critica, ad esempio, si è sentita per il ritiro militare dall’Iraq, per l’annuncio del prossimo ritiro dall’Afghanistan, e per la recente crisi in Siria). Ma proviamo a ribaltare il ragionamento, dice Beinart, guardiamola dalla parte della Russia. Nel 1990 l’allora segretario di stato americano James Baker promise a Mikhail Gorbachev che la Nato non sarebbe arrivata al di là della Germania est. Ma poi le cose cambiarono, spiega Beinart:

«Nel 1995 la Nato entrò in guerra contro la Serbia e furono inviate delle forze di peacekeeping in Bosnia per mantenere l’accordo di pace che ne seguì. Questa missione aprì la strada a un’ulteriore espansione. Dal 1997, fu chiaro che la Polonia, l’Ungheria, la Repubblica Ceca sarebbero entrate nella Nato. Nel 2004 altri sette paesi dell’ex blocco sovietico entrarono nella Nato, tre dei quali – Lituania, Lettonia ed Estonia – erano stati parte dell’Urss. Nel 2009 si unirono al club Croazia e Albania. Sei altre ex-repubbliche sovietiche – Ucraina, Georgia, Moldova, Kazakhstan, Armenia e Azerbaijan – hanno ora legati i loro eserciti con quello della Nato tramite il programma “Partnership for Peace”. Tutte e cinque le ex-repubbliche sovietiche dell’Asia Centrale – Kirghizistan, Tajikistan, Turkmenistan, Kazakhstan e Uzbekistan – mettono a disposizione della Nato i diritti di transito e di sorvolo dello spazio aereo nella guerra in Afghanistan.»

In altre parole, scrive Beinart, gli Stati Uniti non si stanno affatto ritirando o disimpegnando agli occhi della Russia, ma sono alle porte di casa loro.

15.00Raccoltone di fotografie dalla Crimea scelte con minuzia e sentimento dal Post, per chi non l’avesse ancora sfogliato (potete trovare: vecchi cosacchi, berrettini sovietici, motociclisti ribelli, sacerdoti ortodossi, dissuasori chiodati, baci tra le sbarre di cancelli, e tanto altro).

14.52 – Il parlamento ucraino si è accordato per iniziare dei negoziati sull’ampliamento dell’autonomia per la repubblica autonoma di Crimea. Verrà creato un gruppo di lavoro per studiare le varie opzioni.

 

14.45 – Durante la sua conferenza stampa di oggi, Vladimir Putin ha scaricato senza mezzi termini l’ex presidente ucraino Yanukovych, dicendo che per lui «non c’è alcun futuro politico» e attribuendogli diversi errori (tra le altre cose, Putin ha anche detto di capire la voglia di cambiamento dei manifestanti ucraini anti-Yanukovych). In effetti, come diversi giornalisti avevano osservato nei giorni scorsi, una volta fuggito da Kiev Yanukovych non era andato a Mosca, e secondo quanto detto sia da lui che da Putin i due non si erano incontrati: questo dettaglio aveva già fatto pensare che in un modo o nell’altro Putin non volesse più legare la sua immagine politica a quella di Yanukovych. L’ultima fotografia di agenzia dei due insieme risale al 7 febbraio, il primo giorno delle Olimpiadi invernali a Sochi.
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14.33 – Un funzionario statunitense che ha accompagnato il segretario di stato americano John Kerry a Kiev ha detto a AFP che è probabile che questa settimana il governo di Washington faccia importanti passi avanti per l’adozione delle sanzioni contro la Russia. L’incontro tra Kerry e il governo di Kiev, ha scritto il dipartimento del Tesoro americano, si concentrerà su quattro punti:
– Implementazione delle riforme economiche e valutazione del loro impatto sugli ucraini;
– Valutazioni per tenere elezioni libere, con l’importante inclusione della società civile e di media forti e indipendenti;
– Lotta alla corruzione;
– Resistenza a una azione commerciale politicamente motivata da parte della Russia.

13.32AP dice che la Casa Bianca ha intenzione di annunciare un pacchetto di aiuti da un miliardo di dollari per l’Ucraina.

 

13.25 – È arrivato a Kiev il segretario di stato John Kerry: discuterà della crisi in Crimea con il governo provvisorio ucraino.

13.15 – Secondo BBC, i militari ucraini arrivati questa mattina nei pressi della base aerea di Belbek, vicino a Sebastopoli, hanno deciso di ritirarsi dopo diverse ore di grande tensione con i soldati russi presenti. La proposta russa ai militari ucraini in Crimea continua a essere: o defezionate, o andatevene. Intanto è stato diffuso un video dell’arrivo degli ucraini al checkpoint russo: si vedono gli ucraini che – disarmati – si avvicinano ai russi, che in risposta sparano dei colpi in aria.

13.05 – Il presidente russo Vladimir Putin ha tenuto un incontro con alcuni giornalisti russi per parlare della crisi in Crimea, e dei difficili rapporti tra governo russo e nuovo governo ucraino nato dalle proteste anti-Yanukovych a Kiev e in altre città occidentali del paese. Putin ha toccato diversi punti, che abbiamo messo in ordine qui di seguito con qualche spiegazione minima di contesto:

– Putin dice che in Ucraina c’è stato un colpo di stato
Putin: quello che è successo in Ucraina è stato una presa del potere incostituzionale e armata. Il presidente Yanukovych aveva firmato un accordo con le opposizioni poco prima di essere costretto a fuggire da Kiev, ma quell’accordo non è stato rispettato. Il risultato dell’intera situazione è stata la diffusione del caos e di movimenti neonazisti e antisemiti in Ucraina, e specialmente a Kiev;

– Putin scarica Yanukovych ma non riconosce il nuovo presidente
Putin: ho dato ordine al mio governo di riconoscere il governo ucraino, tra cui il primo ministro Yatsenyuk, ma non riconosceremo il presidente ad interim Oleksandr Turchynov. Il presidente legittimo per la Russia rimane Yanukovych, anche se – come ho riferito direttamente a lui – non avrebbe avuto alcuna possibilità di essere rieletto. Non simpatizzo per lui e credo che non abbia più alcun futuro politico in Ucraina. L’unico nuovo presidente che riconosceremo sarà quello che esce dalle prossime elezioni fissate per il 25 maggio, ma solo a condizione che finisca il “terrore” diffuso in Ucraina.

– Putin per ora non manda truppe in Ucraina, ma in futuro vedremo
Putin: la Russia non ha necessità di mandare le proprie truppe in Ucraina, almeno per ora, ma in futuro le cose potrebbero cambiare (Putin ha ottenuto l’autorizzazione di un eventuale intervento dalla camera alta del parlamento, provvedimento approvato all’unanimità. Da notare anche come le truppe russe siano già entrate in territorio ucraino – cioè in Crimea – che a quanto pare non viene considerata Ucraina dal presidente russo). Il governo russo ha però una “missione umanitaria” nei confronti delle popolazioni dell’Ucraina orientale, che sono spaventate dal caos che si è creato dopo la formazione del nuovo governo: se ce lo chiederanno, le aiuteremo.

Putin sull’Occidente e le sanzioni
Putin: sbaglia l’Occidente a descrivere le nostre azioni come illegittime, basta guardare quello che hanno fatto loro in Afghanistan, Iraq e Libia. Noi agiamo sulla base del diritto internazionale, e siamo intervenuti in Ucraina (intendendo la Crimea) perché Yanukovych, il legittimo presidente ucraino, ci ha chiesto di farlo. Se l’Occidente adotterà le sanzioni contro di noi, questa misura danneggerà anche loro, oltre che noi.

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12.36 – È finita la conferenza stampa di Putin, a breve una sintesi con i punti principali.

12.30 -Putin dà consigli all’Ucraina, diciamo: l’Ucraina dovrebbe approvare una nuova Costituzione attraverso un referendum, ma questi non sono affari che ci riguardano, solo gli ucraini possono decidere.

12.25 – La Russia non riconoscerà i risultati delle prossime elezioni presidenziali in Ucraina – fissate per il 25 maggio – se non si fermerà prima il clima di terrore nel paese.

12.21 – Putin: ho dato indicazioni affinché vengano ripresi i contatti politici con il nuovo governo ucraino a livello ministeriale e venga riconosciuto Yatsenyuk come primo ministro. Le relazioni complete tra i due paesi, comunque, riprenderanno solo con l’elezione di un nuovo presidente.

12.16 – Putin: Yanukovych non ha alcun futuro politico, come ho detto direttamente a lui. Avrebbe potuto essere ucciso in Ucraina, se non fosse stato per il nostro aiuto.

12.14 – Putin: i gruppi armati che hanno preso il potere in Crimea sono «forze locali di auto-difesa», non soldati russi.

12.10 – Putin avverte l’Occidente sulle sanzioni, misura punitiva che potrebbe essere usata contro la Russia e di cui si sta discutendo molto in questi giorni. Putin ha detto che imporre le sanzioni sarà dannoso per entrambe le parti, non solo per la Russia. Putin ha parlato anche del futuro della Crimea, dicendo che non sta pensando a un’annessione, ma che la popolazione locale ha comunque diritto all’autodeterminazione.

12.05 – Putin: «Le nostre azioni sono spesso descritte dall’Occidente come non legittime, ma guardate le operazioni statunitensi in Afghanistan, Iraq e Libia. Le nostre azioni sono legittimate dalle norme del diritto internazionale, perché il presidente legittimo dell’Ucraina ha chiesto il nostro aiuto». Difendere queste persone è una missione umanitaria, ha aggiunto.

12.03 – Putin: le difficoltà dei mercati russi (ieri la borsa è crollata dell’11 per cento, ndr) non sono legate in alcun modo agli eventi in Ucraina.

12.00 – Putin: in Ucraina, specialmente a Kiev, ci sono molti neonazisti e antisemiti. La popolazione dell’Ucraina orientale – quella più filo-russa, che alle scorse elezioni presidenziali del 2010 ha votato in maggioranza per Yanukovych – è molto preoccupata. «Ci riserviamo di usare tutti i mezzi a nostra disposizione» per difenderla se ce lo chiederanno, ma questa è considerata una «misura estrema».

11.56 – Putin ha detto che in questo momento il governo russo non ha la necessità di mandare truppe in Ucraina, ma la possibilità di farlo rimane (ricordiamo: la camera alta del parlamento russo ha approvato la richiesta di Putin di mandare soldati russi in Ucraina, ma per ora c’è stata un’occupazione solo della Crimea. Evidentemente Putin non considera la Crimea territorio ucraino).

11.53 – Putin sulla crisi in Ucraina. Putin ha detto di avere capito le richieste di cambiamento dei manifestanti anti-Yanukovych, e ha aggiunto di avere ai tempi avvisato Yanukovych che le sue speranze di rielezione erano praticamente nulle. Putin ha detto che il governo ucraino è «parzialmente legittimo» ma lo stesso non si può dire per le altre agenzie governative e in particolare per il presidente Turchynov. «Yanukovych è ancora il presidente legittimo dell’Ucraina», ha detto Putin.

11.45 – Vladimir Putin ha iniziato a parlare della crisi tra Russia e Ucraina. Putin ha detto che l’allontanamento dal potere dell’ex presidente ucraino Viktor Yanukovych è stato un colpo di stato armato, e che l’Ucraina non ha rispettato l’accordo che era stato firmato tra le allora opposizioni (le forze politiche oggi al governo) e Yanukovych per mettere fine alle violenze di piazza Indipendenza a Kiev. Putin ha aggiunto che ora l’Ucraina si trova in una situazione “rivoluzionaria” che fa tornare il paese indietro ai primi giorni della sua indipendenza: «Niente è veramente cambiato da allora». Putin ha anche detto che Yanukovych non ha dato alcun ordine di sparare contro i manifestanti di piazza Indipendenza – a dispetto delle accuse dei suoi oppositori.

***

Da questa mattina nei pressi della base aerea di Belbek, a Sebastopoli, in Crimea, c’è grande tensione per un confronto diretto – finora a parole, e con qualche colpo sparato in aria – tra soldati russi e alcuni militari ucraini. Secondo la ricostruzione del giornalista di Time presente sul posto, Simon Shuster, una colonna di militari ucraini con una bandiera dell’Ucraina e una con il simbolo dei piloti che combatterono i nazisti nel 1941 hanno marciato disarmati fino a un checkpoint controllato dai russi. I comandanti dei due eserciti, continua Shuster, si sono confrontati per diversi minuti: poi il comandante ucraino ha chiesto a quello russo di poter controllare e sorvegliare la base aerea di Belbek in maniera congiunta. In attesa di una risposta, i militari ucraini sono stati circondati e sono tenuti sotto tiro dai russi. Belbek è una delle basi militari finite sotto il controllo dei russi negli ultimi giorni.

 

Questa mattina la situazione si è fatta tesa anche sul fronte dei rapporti tra Russia e Stati Uniti. Un funzionario del Cremlino, citato dall’agenzia di news russa RIA, ha detto che se gli Stati Uniti imporranno le sanzioni sulla Russia come “punizione” dell’aggressione in Ucraina, allora il governo russo smetterà di usare il dollaro come valuta di riserva e si rifiuterà di finire di pagare i prestiti alle banche statunitensi. Poco dopo un portavoce del governo di Mosca ha preso le distanze dalla dichiarazione precedente del funzionario del Cremlino. Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato inoltre questa mattina la fine delle esercitazioni militari nella Russia occidentale, iniziate la scorsa settimana e viste da molti come atto minaccioso nei confronti dell’Ucraina. Diverse questioni potrebbe essere chiarite a breve da Putin, che sta tenendo una conferenza stampa.

Martedì mattina l’agenzia di news Interfax ha fatto anche sapere che da aprile la società Gazprom smetterà di vendere gas a prezzi scontati all’Ucraina: uno scenario di questo tipo era già stato ipotizzato nei giorni scorsi da diversi osservatori e visto come possibile arma russo per colpire ulteriormente la già debole economia ucraina. Il parlamento ucraino intanto ha ratificato l’accordo che permette all’Ucraina di ricevere un prestito di 610 milioni di euro di prestito dall’Unione Europea (l’accordo era stato firmato quando Yanukovych era ancora presidente, ma non era mai stato ratificato).

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