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  • lunedì 10 febbraio 2014

“The Intercept”, il nuovo sito di Glenn Greenwald

È online da questa mattina: per ora tratterà soprattutto delle inchieste sulla NSA nate con i documenti che Greenwald ha ottenuto da Edward Snowden

Da lunedì mattina è online il nuovo sito diretto dall’ex giornalista del Guardian Glenn Greenwald, divenuto molto famoso negli scorsi mesi per aver gestito la pubblicazione dei documenti sottratti al governo statunitense da Edward Snowden, ex collaboratore dell’NSA (National Security Agency, agenzia della sicurezza nazionale statunitense). Il sito si chiama The Intercept, e appartiene al gruppo First Look Media di Pierre Omidyar, già fondatore di eBay. The Intercept è solo il primo di un gruppo di magazine digitali pubblicati da First Look Media, che tratteranno di un po’ di tutto, sport, intrattenimento, politica e mondo degli affari. Per ora il sito si concentrerà soprattutto sulle inchieste realizzate da Greenwald partendo dai documenti di Edward Snowden.

Alla redazione di The Intercept lavorano dodici giornalisti. Tra loro ce ne sono due che in passato hanno lavorato con Greenwald alle inchieste sulla NSA:  Laura Poitras – regista della prima intervista del Guardian a Edward Snowden, durante la quale Snowden rivelò di essere la fonte di PRISM – e Jeremy Scahill, giornalista investigativo a lungo inviato in diversi paesi (Afghanistan, Iraq, Somalia, Yemen, Nigeria, tra gli altri). Tra il materiale già online ci sono due articoli legati proprio alle attività della NSA, un profilo del team di giornalisti della rivista e un breve articolo firmato da Greenwald, Poitras e Scahill sui motivi della nascita del sito, e sui suoi obiettivi. Omidyar ha detto del progetto:

«Noi crediamo nella fondamentale importanza della stampa libera e indipendente che mantenga la democrazia vitale e forte. In tutti i nostri articoli, a The Intercept e a quello che verrà dopo, noi rimarremo legati a questa visione e manterremo noi stessi ai più alti standard del giornalismo. I giornalisti di First Look hanno indipendenza editoriale e sostegno e sono incoraggiati a perseguire storie che appartengono al nostro tempo, al di là dell’argomento.»

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