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  • mercoledì 5 Febbraio 2014

Tre storie di promesse mancate

Esperti e tifosi si aspettavano diventassero dei grandissimi calciatori, per varie ragioni non lo sono diventati: tre storie che ne hanno dentro molte altre

La rivista online Ultimo Uomo ha pubblicato un profilo di tre calciatori ancora piuttosto giovani, Bojan Krkic, Giovani Dos Santos e Thaer Bawab: hanno in comune il fatto che sono stati definiti a lungo delle grandi promesse, quando giocavano nelle giovanili del Barcellona. Nessuno dei tre per ora ha rispettato le enormi attese sul proprio conto e uno è finito a giocare nel campionato rumeno: le loro storie sono un po’ il simbolo di quello che accade a molti giovani calciatori, che sembrano dei predestinati e poi alla fine non diventano niente di che, per le ragioni più svariate.

L’11 Febbraio del 2007 e il Barcellona B, al Mini Estadi, ha appena sconfitto il Lleida per 3-0. Nell’intervista post-partita a Barça TV le dichiarazioni di Enrique Álvarez Costas sono le classiche dichiarazioni che ti aspetteresti da un allenatore del Barcellona B. Nessun accenno alla classifica, nessun proclama di salvezza. A quel punto del campionato la squadra è in piena zona retrocessione, diciassettesima della Segunda B (la nostra Lega Pro). Vincere campionati, per la cantera degli azulgrana, non è la priorità. Ciò che conta è preparare campioncini, allevare talenti. Cantera, in spagnolo, significa cava. In questa sfumatura semantica, secondo me, c’è tutta la differenza coi nostri vivai: in Italia i giocatori si coltivano, e quando la pianta è bella cresciuta la si sradica e trasferisce in un altro vaso. Possibilmente più capiente. In Spagna invece si scavano tunnel, che a volte portano lontanissimi da Parc Güell, in altri continenti addirittura, e si cercano gemme.

La terza rete contro il Lleida l’ha messa a segno Thaer, alla sua seconda presenza coi culé. Thaer Fayed Bawab è del 1985. I suoi genitori, palestino-libanesi, si sono trasferiti da Amman in Catalogna quando aveva sette anni. Ha cominciato a giocare a calcio nell’UE Cornellà (la stessa società che ha lanciato Jordi Alba), dove tutti lo paragonavano a Rivaldo—anche per via d’una vaga somiglianza—tanto da soprannominarlo “Rivo”. Poi, a diciassette anni, ha firmato un contratto con il Real Madrid. Coi Blancos ha disputato un campionato Juvenil A (i nostri Juniores Nazionali) segnando tanto—e reti di pregevole fattura, come questa in volée su cross di Granero; o quest’altra, con un tocco d’esterno che è a un tempo elegante e di rapina. Il Real gli ha pagato gli studi e lui si è baccalaureato farmacista. Quique Sánchez, l’ex della quinta del Buitre, lo ha voluto con sé nel Real Madrid C, la terza squadra della cantera, per la stagione 2004-2005.

Ormai per tutti, nell’ambiente madridista, era diventato Thaerminator. Mariano García Remón, allenatore ad interim dei Blancos per una manciata di settimane tra settembre e Natale, lo ha convocato qualche volta per allenarsi con la prima squadra, fianco a fianco con Figo, Zidane, Raúl. A Bawab sembrava un sogno. La sua fama, intanto, cresceva anche in patria. Il 28 Gennaio 2005 il tecnico egiziano El-Gohary lo ha convocato e lo ha fatto esordire con la Nazionale maggiore giordana, i Nashama (significa i coraggiosi gentiluomini), in una gara amichevole contro la Norvegia. È rimasto in campo per 60 minuti. Thaer sembrava pronto a spiccare il volo tra i professionisti. Nella sua seconda stagione con il Real Madrid C, quella 2005-2006, ha segnato dieci reti in 31 presenze. Giocava insieme a giovani altrettanto promettenti, come de la Red, Granero, Mata, Borja Valero. Michel, tecnico del Castilla, lo ha inserito in rosa per la stagione 2006-2007.

La rivalità calcistica tra Madrid e Barcellona cova a tutti i livelli, anche e soprattutto a quelli giovanili. E forse Thaer soffriva il fatto di non essere ancora stato convocato con la prima squadra: «A Barcellona c’è una società migliore, che punta più sui giovani di quanto non facciano a Madrid». Nel gennaio 2007, ventiduenne, firma un contratto che lo lega agli azulgrana. In quel momento è, probabilmente, il calciatore giordano più famoso di tutti i tempi. Uno che ha vestito la maglia di Real e Barcellona, il meglio del meglio. «Chissà che non si riveli un’ottima soluzione in sostituzione, nelle prossime partite, di Giovani che giocherà le qualificazioni ai Mondiali U-20 in Messico», dice il commentatore che sta intervistando Costas, in chiusura di servizio.

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