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  • domenica 2 Febbraio 2014

Perché vedere il Super Bowl, stasera

Cesare Alemanni spiega sull'Ultimo Uomo i motivi per cui quello di stasera è «il migliore a cui si potesse sperare di assistere, uno dei più interessanti degli ultimi anni senza ombra di dubbio»

Domenica 2 febbraio, alle 18.30 locali (mezzanotte e trenta in Italia), si gioca l’evento sportivo più seguito negli Stati Uniti: la finale del campionato di football americano che si chiama Super Bowl, dal nome di uno stadio (il “Rose Bowl”, a Pasadena). Quella di quest’anno è la sua quarantottesima edizione e sarà giocata tra i Broncos di Denver e i Seahawks di Seattle. Cesare Alemanni ha scritto per l’Ultimo Uomo una “Guida ufficiosa al Super Bowl XLVIII”, in cui spiega perché vale la pena seguire la partita, quali sono le cose in ballo e come giocano le due squadre: quello di stasera, scrive, è «il migliore [Super Bowl] a cui si potesse sperare di assistere, uno dei più interessanti degli ultimi anni senza ombra di dubbio». E se volete capire una buona volta le regole del football americano, c’è la nostra guida per immagini.

La miglior difesa contro il migliore attacco. L’agonismo contro la tecnica. Il nuovo contro la tradizione. L’esuberanza contro l’esperienza. Il miglior record della NFC contro il migliore della AFC. Praticamente dall’inizio della stagione Seattle Seahawks – Denver Broncos era il Super Bowl più atteso. Questo per una semplice ragione: perché era il migliore a cui si potesse sperare di assistere, uno dei più interessanti degli ultimi anni senza ombra di dubbio.

Quando attacco questo pezzo il timer sul sito della NFL mi informa che mancano sei giorni, cinque ore, ventuno minuti e trentacinque secondi al calcio d’inizio del quarantottesimo Super Bowl mentre, in un’altra scheda del browser, scorrono previsioni incoraggianti sull’unico fattore che rischia di falsare la gara: dai meno quindici gradi di qualche giorno fa a New York, la temperatura si sta progressivamente alzando e per domenica sera ci si attende ora una minima intorno ai meno cinque. Sarebbe comunque una temperatura subottimale per giocarsi il campionato ma poteva andare molto peggio.

Questa è ovviamente una buona notizia per il commissioner Roger Goodell e gli alti vertici della NFL che, in caso di rinvio o sospensione della partita per gelo, rischiano una figuraccia storica davanti a miliardi di spettatori; con tutto il prevedibile strascico di polemiche per la loro scelta di far giocare il Super Bowl in uno stadio scoperto e in una delle città più fredde d’America (non è un caso se, nonostante l’ovvio prestigio della Grande Mela, questa è soltanto la prima finale nella storia che si disputa al MetLife). È indubbiamente anche una buona notizia per chiunque ami il football e si augura di vedere un incontro condizionato il meno possibile da fattori estranei al gioco ma soprattutto lo è per i Denver Broncos e per Peyton Manning in particolare, la cui efficacia a quanto pare tende a essere inversamente proporzionale all’abbassamento del mercurio nella colonnina (anche se qui potete leggere una contro-argomentazione in proposito).

In ogni caso, indipendentemente dalla squadra verso cui pendono le vostre simpatie, incrociate le dita e auguratevi l’arrivo di correnti calde sul New Jersey, perché una partita di questo livello merita il palcoscenico più idoneo possibile. Mentre fate i vostri scongiuri, qui di seguito alcune delle cose che andrebbero tenute d’occhio domenica.

(continua a leggere sull’Ultimo Uomo)