• Sport
  • venerdì 31 gennaio 2014

Il football spiegato con le figure

Domenica si gioca l'evento sportivo più seguito dello sport americano: se volete seguirlo vi servono questa guida in 11 punti e diversi caffè

Domenica 2 febbraio, alle 18.30 locali, si gioca l’evento sportivo più seguito negli Stati Uniti: la finale del campionato di football americano che si chiama Super Bowl, dal nome di uno stadio (“Rose Bowl”, a Pasadena) che ispirò i creatori della finale, che quest’anno è alla sua quarantottesima edizione e sarà giocata tra i Broncos di Denver e i Seahawks di Seattle.

Il Super Bowl è un evento che ha attenzioni e ricadute che negli Stati Uniti vanno assai al di là della partita e dello sport, in termini di interessi economici, curiosità, storie romanzesche e di cronaca, discussioni pubbliche. Quest’anno i due temi non sportivi più incombenti sul Super Bowl sono una grave e importante questione, diventata centrale negli ultimi anni, sulle conseguenze per i giocatori dei traumi cranici subiti durante le partite, e il caso più puntuale di una polemica sulle aggressive dichiarazioni di un giocatore dei Seattle Seahawks dopo l’ultima partita (Richard Sherman, quello della foto), a loro volta criticate con toni che sono spesso sembrati razzisti. Ma molta attenzione c’è anche sul tempo e le implicazioni di giocare un Super Bowl in uno stadio scoperto in cui potrebbe nevicare.

Il Super Bowl si giocherà a East Rutherford, nel New Jersey – a pochi chilometri da New York – quando in Italia sarà mezzanotte e mezzo. Insieme al baseball (e al country, e ad altre cose non sportive), è una di quelle cose di straordinaria popolarità americana che da noi non è mai traboccata, malgrado abbia negli ultimi decenni aumentato la quota degli appassionati che domenica notte faranno tardi. Per gli altri, che siano solo curiosi di seguire un evento di questo seguito e rilevanza e capire se può essere davvero divertente (può, può) consigliamo un po’ di pazienza (le pause, certo: bisogna abituarsi) e una rapida e sommaria guida con le figure. Ci sono alcune semplificazioni che gli esperti ci perdoneranno: ma dopo sarete in grado di apprezzare la bellezza di quel “THUP!” che pare di sentire quando il lancio del quarterback viene catturato da un ricevitore in volo sulla zona di touchdown.

(Harry How/Getty Images))

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.