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  • sabato 11 gennaio 2014

L’assurda storia della beneficenza del Venezuela

Negli ultimi 8 anni ha donato agli Stati Uniti mezzo miliardo di dollari in gasolio per riscaldamento, ma la consegna di quest'anno sembra che non arriverà

Venerdì 10 gennaio, il portavoce della Citizen Energy Corp (CEC), un’associazione di beneficenza statunitense che si occupa di donare gasolio per riscaldamento alle famiglia povere, ha annunciato che nessuna delle 200 mila famiglie che fanno parte del programma ha ancora ricevuto il carburante di quest’anno.

Il motivo è che la spedizione di petrolio che sarebbe dovuta arrivare a dicembre (e che avrebbe permesso all’associazione di consegnare il gasolio a gennaio) non è stata ancora consegnata. Non ci sarebbe molto di strano in questa storia, se non fosse che il fornitore di petrolio della CEC è il governo del Venezuela, un paese che ha relazioni diplomatiche molto tese con gli Stati Uniti e che si trova attualmente in una difficile situazione economica.

Citizen Energy è una ONG fondata e diretta da Joseph P. Kennedy II, uno dei figli di Bob Kennedy. L’associazione nacque nel 1979 con lo scopo di aiutare le famiglie più povere ad acquistare carburante per riscaldamento. All’inizio CEC aiutava circa 10 mila persone nello stato del Massachusetts, oggi fornisce gasolio gratuitamente a 200 mila famiglie in 25 degli stati più freddi del paese.

Il suo principale fornitore di petrolio è il governo venezuelano con cui l’associazione ha un accordo dal 2005: negli ultimi otto anni il Venezuela ha donato alla CEC circa mezzo miliardo di dollari in petrolio. L’accordo è iniziato nel 2005, quando alcune raffinerie americane vennero danneggiate dall’uragano Katrina; rispondendo a una richiesta di aiuto da parte di Kennedy, Hugo Chavez, allora presidente del Venezuela, decise di vendere alla CEC diverse tonnellate di gasolio al 40 per cento del prezzo di mercato. Dall’anno successivo il governo venezuelano cominciò a donare petrolio alla CEC in modo completamente gratuito.

Hugo Chavez è morto nel marzo del 2013 ed è stato sostituito dal suo vice-presidente Nicolas Maduro. Sotto il nuovo governo l’accordo sembra essere saltato. In genere, alla fine di novembre, il petrolio veniva consegnato a una società controllata dalla CEC che lo rivendeva a prezzi di mercato e, con il denaro ricavato, l’associazione pagava la consegna di gasolio da riscaldamento a diverse decine di migliaia di famiglie. La consegna avveniva in genere nei primi giorni di gennaio.

Quest’anno nessuna consegna di petrolio è stata compiuta alla CEC e quindi le famiglie iscritte al programma non hanno ricevuto gasolio per i loro impianti di riscaldamenti. «Spero davvero che i venezuelani ci aiuteranno come hanno fatto per tanti anni sotto il presidente Chavez», ha dichiarato venerdì 10 gennaio Kennedy. Il governo e i portavoce della principale compagnia di petrolio venezuelana non hanno ancora commentato l’episodio.

L’iniziativa di Kennedy è piuttosto bizzarra ed anche per questo in passato è stata duramente criticata. La cosa più strana è anche la più evidente: gli Stati Uniti sono un paese grande e ricco, mentre il Venezuela è un paese povero e molto piccolo. Inoltre, gli Stati Uniti producono una quantità di petrolio maggiore rispetto al Venezuela: ci si aspetterebbe che gli aiuti e la beneficenza andassero nell’altro senso, dagli Stati Uniti al Venezuela.

A questo bisogna aggiungere che il governo venezuelano è sempre stato piuttosto ostile nei confronti di quello americano (un’ostilità ricambiata). L’ideologia di Chavez e del suo successore Maduro è un misto di socialismo e nazionalismo ed il paese è uno stretto alleato di Cuba. Negli ultimi mesi, inoltre, da quando Maduro ha vinto le elezioni nell’aprile 2013, la retorica del governo venezuelano è diventata molto più aggressiva nei confronti degli Stati Uniti.

Maduro e altri membri del suo governo hanno spesso accusato gli Stati Uniti di complottare contro il Venezuela e di aver organizzato una vera e propria “guerra economica” contro il paese. Il Venezuela si trova infatti in una difficilissima situazione economica, il che rende ancora più strana l’idea di una beneficenza verso gli Stati Uniti. L’inflazione nel paese si trova intorno al 50 per cento mentre sono introvabili moltissimi beni di prima necessità come caffè, zucchero e – soprattutto – carta igienica.

Già in passato la situazione economica del Venezuela aveva causato ritardi nella consegna del petrolio. Nel 2009, ad esempio, l’approvvigionamento di petrolio ritardò di diversi mesi a causa della difficile situazione del paese. All’epoca il deputato repubblicano Larry Neal commentò la notizia dicendo: «Non sorprende che Chavez si stia ritirando dalla nostra economia ora che è riuscito a distruggere la sua».

Le critiche a Kennedy in genere si sono focalizzate sulla sua scelta di accettare petrolio proprio dal Venezuela. Un modo, secondo alcuni, di offrire una vetrina a quello che è considerato un regime molto ostile agli Stati Uniti. Kennedy ha risposto accusando i suoi critici di ipocrisia e che mentre lui viene criticato per accettare il petrolio venezuelano molti americani fanno benzina tutti i giorni alle stazioni di servizio Citgo, una società americana controllata della compagnia nazionale petrolifera venezuelana.

Foto: Joseph P. Kennedy mentre nel 2005 porta del gasolio ad una casa di persone iscritte al programma di beneficenza della Citizen Energy Corp

AP Photo/Charles Krupa, File

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