• Cultura
  • giovedì 26 dicembre 2013

Un libro per ogni paese del mondo

Il progetto di una scrittrice inglese che ha passato un anno a leggere 197 libri – operazione non semplicissima: a volte se li è fatti tradurre apposta – e i suoi consigli di lettura

Pochi giorni fa l’Atlantic ha chiesto qualche consiglio di lettura alla giovane scrittrice inglese Ann Morgan, che ha buoni motivi per avere qualche spunto interessante: ha portato a termine da alcuni mesi un progetto per cui ha letto un libro per ogni paese del mondo.

I quattro titoli preferiti da Morgan sono coerentemente esotici. Il primo è un romanzo dello scrittore mongolo Galsan Tschinag, tradotto in italiano con il titolo Il cielo azzurro (editore AER), che racconta la storia di un giovane pastore sulle montagne dell’Altai, in Mongolia; il secondo è di un autore pakistano, Jamil Ahmad, tradotto in italiano con il titolo L’acqua più dolce del mondo (Bollati Boringhieri); poi ci sono l’autobiografia romanzata di un autore togolese, Un africano in Groenlandia di Tete-Michel Kpomassie (pubblicata in Italia nel 1986 da Vallardi) e infine un romanzo della scrittrice birmana Nu Nu Yi che si intitola Smile As They Bow in inglese e non è stato tradotto in italiano.

La storia del progetto portato a termine da Ann Morgan è anche più interessante dei suoi consigli di lettura. Alla fine del 2011 Morgan partì da una osservazione: le sue letture erano quasi esclusivamente in lingua inglese, con netta predominanza di autori americani o britannici. Decise quindi di dedicare un anno a leggere un libro per ogni paese del mondo, un compito che si rivelò presto piuttosto complicato.

Dato che Morgan aveva comprensibili problemi di orientamento nella letteratura di intere zone del mondo – ha definito la sua condizione di partenza come “vergognosamente anglocentrica” – il suo progetto si è basato molto su consigli e suggerimenti da parte di chi ha cominciato a seguirla, soprattutto tramite il blog dedicato al progetto o il suo account Twitter.

Ann Morgan legge quasi solo l’inglese e dunque aveva bisogno di opere tradotte: in un caso, una decina di persone hanno tradotto per lei una raccolta di racconti della scrittrice Olinda Beja dal piccolo arcipelago africano di São Tomé e Príncipe, in altri due alcuni autori le hanno inviato traduzioni non ancora pubblicate. In un altro caso ancora, una breve opera è stata scritta per lei da una scrittrice del Sud Sudan, lo stato più giovane del mondo. Circa un quarto dei libri sono stati letti su un lettore di ebook, ma per molti luoghi la ricerca di un’opera disponibile in inglese è stata molto lunga e faticosa.

Intorno al Natale del 2012, dopo 197 libri – ciascuno dei quali recensito sul suo blog – Ann Morgan ha completato il progetto. Ci sono stati alcuni problemi preliminari e altri che si sono presentati nel corso del progetto: per esempio la scelta di quali paesi includere nella lista (alla fine si è optato per tutti i membri dell’ONU, più Taiwan, la Palestina e il Kurdistan, scelto dai lettori del blog), oppure piccoli paesi dell’Oceania che hanno molta poca letteratura scritta. Nel corso del suo progetto, infatti, l’autrice ha dovuto ripensare persino che cosa si intende con “letteratura”: in diverse zone del mondo, come le Isole Marshall in Oceania o il Niger in Africa, le storie sono raccontate oralmente da poeti/cantori che le conoscono a memoria e si allenano a recitarle fin da bambini, non diversamente da come dovevano diffondersi molte storie nel Medioevo europeo e, fino a tempi recentissimi, anche nell’attuale area dei Balcani.

Per l’Italia, Morgan ha scelto di leggere Gomorra di Roberto Saviano (in traduzione inglese) di cui ha scritto una lunga recensione che parte da un parallelo con il documentario Kony 2012, l’iniziativa per sensibilizzare sui crimini di un ribelle ugandese che era diventato virale in quei giorni.

Ann Morgan ha ottenuto una certa attenzione dopo aver concluso le sue letture: un suo libro, intitolato Reading the World, dovrebbe essere pubblicato nel 2015. In un articolo pubblicato su BBC Culture a luglio 2013, la scrittrice ha spiegato che cosa le ha insegnato la sua esperienza di lettura.

Uno a uno, i nomi dei paesi sulla lista che era cominciata come un esercizio intellettuale all’inizio dell’anno si sono trasformati in luoghi vitali e vivaci, pieni di risate, amore, rabbia, speranza e paura. Terre che una volta erano sembrate esotiche e remote sono diventate vicine e familiari per me, luoghi in cui mi potevo identificare.

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