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  • mercoledì 4 dicembre 2013

La risposta di H&M a Enrico Rossi

L'azienda di abbigliamento ha risposto al presidente della Toscana, che l'aveva tirata in causa dopo l'incendio della fabbrica a Prato

L’azienda di abbigliamento H&M ha risposto alle accuse che il presidente della Toscana Enrico Rossi aveva fatto su Twitter, dopo che sette persone erano morte nell’incendio nella fabbrica di tessuti gestita da cinesi gestita a Prato. Rossi aveva scritto: «Chissà chi fabbrica i capi di abbigliamento a poche decine di euro di Zara e di H&M? Chissà? Chissà dove?»

«Spettabile Presidente Rossi,

in riferimento al suo post pubblicato oggi su Twitter, che ha visto citata la nostra Azienda, la informiamo che la fabbrica coinvolta nel tragico incendio di Prato non produceva per H&M. Il nostro primo pensiero va in ogni caso alle persone scomparse e ai loro familiari.

Ci teniamo ad informarla che H&M ha istituito dal 1997 un severo Codice di Condotta interno in merito alle condizioni di lavoro ed ai diritti di lavoratori, che applica a tutte le fabbriche che producono per la nostra Azienda. I nostri fornitori per poter lavorare con noi devono inoltre garantire che il Codice di Condotta che siglano sia applicato anche a tutti eventuali loro sub fornitori. Per monitorare l’applicazione del Codice di Condotta, H&M ha un team di più di 100 persone basate nei Paesi in cui produciamo.

Ci teniamo inoltre ad informarla che H&M è una delle prime e più importanti aziende di moda al mondo a rendere pubblica lista dei propri produttori. Facciamo questo per dare il nostro contributo a rendere l’industria della moda più trasparente e sempre più sostenibile.

Moda, qualità e sostenibilità non sono per noi una questione di prezzo.
La ringraziamo per l’attenzione e le porgiamo i nostri più cordiali saluti,

Ufficio Stampa H&M Italia»

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