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  • sabato 16 Novembre 2013

Domenica si vota in Cile

La grande favorita è Michelle Bachelet, già presidente dal 2006 al 2010, che promette riforme fiscali e del sistema di istruzione

Domenica 17 novembre si vota in Cile per eleggere il presidente, oltre che per il rinnovo di tutti i 120 seggi della Camera e di 20 dei 38 seggi del Senato. La grande favorita di queste elezioni è Michelle Bachelet del Partito Socialista, già presidente dal 2006 al 2010, e per la prima volta i candidati dei principali schieramenti di centrodestra e di centrosinistra sono due donne.

I candidati
La legge cilena non pone limiti ai mandati presidenziali, ma stabilisce che nessuno possa svolgerne due consecutivi: l’uscente Piñera non si è quindi potuto ripresentare. A queste elezioni ci sono in tutto nove candidati e, se nessuno otterrà la maggioranza assoluta dei voti al primo turno, si terrà un ballottaggio il prossimo 15 dicembre.

I candidati principali sono due e per la prima volta nella storia del paese si tratta di due donne: la candidata del Partito Socialista Michelle Bachelet, che è già stata presidente tra il 2006 e il 2010, e Evelyn Matthei dell’Unione Democratica Indipendente (UDI) di centrodestra.

Bachelet, 62 anni, ha presentato un programma molto ambizioso: prevede un piano di spesa da oltre 15 miliardi di dollari e si basa in particolare sull’attuazione di una riforma tributaria per riformare il sistema dell’istruzione in Cile, la decriminalizzazione dell’aborto e il taglio della tassa sul reddito più elevata dal 40 al 35 per cento, oltre ad alcune riforme costituzionali (il programma è per esteso qui). Nel 2010 il centrosinistra aveva subito la sua prima sconfitta dopo vent’anni ininterrotti di governo, e da allora ha avuto diversi problemi a rimanere unita: ma l’annuncio della ricandidatura di Bachelet a marzo scorso è stato accolto con molto favore, anche perché durante il suo primo mandato era stata molto popolare.

La sfidante del centrodestra è Evelyn Matthei, 60 anni, che ha una buona esperienza politica alle spalle (è in parlamento da oltre vent’anni) e che nel gennaio 2011 era stata nominata ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale nel governo dall’attuale presidente Piñera, incarico cui poi ha rinunciato per candidarsi ufficialmente alle presidenziali.

Bachelet è in netto vantaggio rispetto a Matthei, stando ai sondaggi, che nell’ultimo mese l’hanno data tra il 33 e il 47 per cento. Matthei non è mai andata oltre il 23 per cento. È possibile quindi che Bachelet ottenga addirittura la vittoria al primo turno, ma la stretta maggioranza parlamentare per il centrosinistra che si attende dalle contemporanee elezioni per il rinnovo della Camera potrebbe rendere faticoso approvare le riforme costituzionali. Oltre a Bachelet e Matthei, ci sono altri 7 candidati: tra questi Franco Parisi Fernández, 46 anni, candidato indipendente; Marcel Claude Reyes, 56 anni, direttore del giornale El Rastro e candidato del Partido Humanista, forza politica di sinistra.

Qualche numero
Gli aventi diritto al voto in queste elezioni presidenziali sono circa 13,4 milioni, su 17,5 milioni di abitanti del paese. I circa 41 mila seggi nel paese saranno aperti dalle 8 alle 18 (dalle 12 alle 22 in Italia) e i risultati saranno disponibili in questa pagina sul sito del servizio elettorale cileno. Alle scorse elezioni, il candidato del centrodestra e attuale presidente Sebastián Piñera vinse il ballottaggio del gennaio 2010 contro Eduardo Frei Ruiz-Tagle di centrosinistra con il 51,6 per cento dei voti. Al primo turno, l’affluenza fu dell’87,7 per cento.

Negli ultimi anni l’economia cilena ha ottenuto risultati molto buoni ed è considerata una delle più solide dell’America latina. Gli ultimi dati dicono che rispetto a un anno fa il prodotto interno lordo è cresciuto del 3,9 per cento circa, ma nei primi sette mesi del 2013 c’è stato un forte rallentamento dell’economia e un calo dei consumi interni, che ha portato la banca centrale a tagliare il tasso di interesse di riferimento, in ottobre, per la prima volta dopo quasi due anni (al 4,75 per cento). La disoccupazione è al 5,7 per cento.