Il lavoro deve SEMPRE essere pagato?

Lo chiede Michele Smargiassi ai fotografi, ma è un tema che riguarda molte categorie

Michele Smargiassi, bravo giornalista di Repubblica, esperto e appassionato di fotografia, ha scritto sul suo blog una riflessione sulla “esasperazione virale” dei fotografi per chi chiede loro foto da pubblicare gratuitamente. Smargiassi fa notare che si tratta di una situazione che accomuna tutte le professioni intellettuali, e che può avere molti aspetti, “non tutti deplorevoli”.

“Per favore non chiedete foto gratis”. Nei siti-vetrina di tanti fotografi professionisti è diventato ormai un avviso frequente.

Mi ricorda un po’ il cartello “Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno” che trovi in qualche bar di provincia non ancora trasformato in disco-pub.

Tanto per dire che la questione appartiene alla storia del commercio più che a quella della fotografia.

Ma tra i fotografi sta diventando una specie di esasperazione virale. E internazionale. Non si contano gli sfoghi amari dei fotografi assediati dalle richieste di dono. Accompagnate a volte da promesse di contraccambio, ma non con denaro: con la fama, la “visibilità”, la pubblicità…

Ci sono blog che discutono estesamente i pro e i contro (anzi, solo i contro) del concedere le foto a chi le vuole usare senza pagarle. Ci sono addirittura pagine Web costruite apposta perché vi si possa indirizzare chi fa richiesta di foto gratis, senza perdere tempo a ripetere a tutti sempre le stesse spiegazioni.

Ma ci sono alcune ragioni che consigliano di non sorprendersi troppo. Non è cosa di oggi, e non è cosa dei fotografi soltanto. E può avere molti aspetti, non tutti deplorevoli, vi prego di leggermi fino in fondo perché forse uno non sarà gradito agli amici professionisti.

Io penso che il fenomeno abbia due facce. La prima, più specifica, di ordine socio-culturale, chiama in causa la svalutazione del lavoro intellettuale (ammesso che la fotografia, con tutto il suo apparato di macchinari costosi e la sua pratica di spostamenti faticosi, possa essere considerata solo un’attività intellettuale…).

(continua a leggere sul blog di Michele Smargiassi)

foto: RADEK MICA/AFP/Getty Images