• Mondo
  • lunedì 28 Ottobre 2013

Cristina Kirchner è andata male

Col risultato delle elezioni parlamentari argentine la presidentessa ha perso la possibilità di ricandidarsi, mentre crescono ancora le chances del "nuovo" Sergio Massa

Domenica 27 ottobre si sono tenute le elezioni parlamentari di medio termine in Argentina, che hanno rinnovato la metà dei seggi della Camera dei Deputati e un terzo di quelli del Senato. La coalizione al governo, il Frente para la Victoria (FPV) guidata dalla presidente Cristina Kirchner, ha subito una cospicua sconfitta: ha perso in 12 dei 24 distretti elettorali dell’Argentina, inclusi i 5 più popolati del paese, in linea con le previsioni pre-elettorali che davano in forte ascesa l’opposizione. Kirchner mantiene comunque la maggioranza assoluta in entrambe le Camere del parlamento. Non potrà però contare sulla maggioranza dei due terzi, che le avrebbe consentito di cambiare la Costituzione per rendere possibile la sua candidatura per il terzo mandato presidenziale (nel 2015 verrà eletto il nuovo presidente, e secondo quanto stabilisce ora la Costituzione, Kirchner non potrà ricandidarsi, per limite di mandati).

I primi risultati indicano che a livello nazionale il FPV ha ottenuto il 32,7 per cento dei voti, rimanendo così la prima forza politica del paese. L’Unión Cívica Radical (UCR) – partito di centro e storicamente oppositore della tradizione politica del peronismo – e i suoi alleati si sono fermati al 27,4 per cento, mentre il fronte cosiddetto del “peronismo dissidente”, guidato dal sindaco della città di Tigre, Sergio Massa, ha ottenuto il 20,6 per cento dei voti.

Secondo la stampa argentina e internazionale, il vero vincitore da queste elezioni è stato proprio il Frente Renovador di centrodestra di Massa. Nella principale e più popolata provincia dell’Argentina, quella di Buenos Aires, Massa ha ottenuto il 42,6 per cento dei voti, migliorando il buon risultato (35 per cento) che aveva fatto registrare alle elezioni primarie l’11 agosto scorso. Il suo principale sfidante, Martín Insaurralde – candidato del Frente para la Victoria e appoggiato da Kirchner – ha ottenuto il 29,23 per cento. Da diversi mesi Massa aumenta progressivamente i suoi consensi, e sembra poter competere con la coalizione di Kirchner anche nei distretti argentini considerati fino ad ora una roccaforte del kirchnerismo.

Sui giornali internazionali, ma anche su quelli argentini, si sta parlando della “fine di un’era”, quella del kirchnerismo, cioè il periodo politico di ispirazione peronista nato nel 2003 con l’elezione a presidente dell’Argentina di Néstor Kirchner, marito di Cristina (Néstor morì nell’ottobre del 2010, e la sua eredità politica fu raccolta dalla moglie). Durante gli ultimi anni della sua presidenza, Kirchner è stata molto criticata su alcuni temi specifici, tra cui le politiche adottate per affrontare la crisi economica, l’aumento della criminalità e la corruzione nel paese. L’anti-kirchnerismo è cresciuto, e alcuni personaggi politici prima sostenitori della presidentessa, come appunto Sergio Massa, sono passati all’opposizione.

Massa inizierà ora a preparare la campagna elettorale per le presidenziali del 2015, in cui a questo punto molto probabilmente Kirchner non sarà candidata. Massa, 41 anni, ha iniziato la sua carriera politica nel partito liberale conservatore Unión del Centro Democrático; negli anni Novanta, quando il partito si è avvicinato sempre più alle posizioni del governo del peronista Carlos Menem, Massa ha militato nel Partito Giustizialista (peronista), prima di sostenere attivamente Kirchner e diventare parte del suo governo come capo di gabinetto. Nel 2010 Massa ha formato il “gruppo degli 8″, un gruppo di attivisti anti-kirchneristi che include personaggi politici importanti di diverse province argentine. Con loro ha fatto nascere il Frente Renovador, nel cui programma sono previste, tra le altre cose, diverse politiche di stampo neoliberale, tra cui le privatizzazioni di diversi settori gestiti finora dallo stato.

Foto: Cristina Kirchner e Sergio Massa ((AP Photo/Natacha Pisarenko)