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  • giovedì 24 Ottobre 2013

Il problema dei droni per gli Stati Uniti

Due nuovi rapporti delle associazioni umanitarie parlano di crimini di guerra e un'inchiesta del Washington Post denuncia il coinvolgimento diretto del Pakistan

Negli ultimi giorni diversi giornali internazionali, soprattutto statunitensi, sono tornati a occuparsi dell’uso dei droni (gli aerei senza pilota, guidati a distanza) da parte del governo di Barack Obama nella lotta contro il terrorismo. Le occasioni sono state due: martedì 22 ottobre Amnesty International e Human Rights Watch, le organizzazioni internazionali di difesa dei diritti umani più grandi e famose al mondo, hanno diffuso due rapporti separati di studio e analisi di alcuni attacchi compiuti da droni statunitensi in Pakistan e Yemen. Entrambi hanno raggiunto le stesse conclusioni: decine di civili sono stati uccisi durante gli attacchi e gli Stati Uniti hanno violato il diritto internazionale, oltre ad avere commesso crimini di guerra.

La seconda occasione è stata data dal Washington Post, che giovedì ha pubblicato un’inchiesta relativa ai rapporti tra Stati Uniti e Pakistan sull’uso dei droni da parte degli statunitensi: l’inchiesta rivela come il governo pakistano abbia dato la sua autorizzazione a compiere gli attacchi, a differenza di quanto sostenuto ufficialmente fino ad oggi. Ma per capire l’importanza della questione, soprattutto il suo peso nella politica estera degli Stati Uniti, è meglio fare un passo indietro.

Perché è importante la questione dei droni
L’uso dei droni fuori dai confini degli Stati Uniti – introdotto da George W. Bush, ma rafforzato sotto l’amministrazione Obama – è una questione controversa legalmente e politicamente, ancora di più quando sono uccisi cittadini statunitensi che non hanno ricevuto un regolare processo. Da diversi anni è anche molto discussa per il problema dei cosiddetti “danni collaterali”, cioè l’uccisione di civili che non c’entrano nulla con i sospetti terroristi che si vuole colpire.

Per giustificare l’uso dei droni, gli Stati Uniti fanno ricorso al diritto all’autodifesa sancito dal diritto bellico e all'”Authorization for the use of military force against terrorists” (“Autorizzazione all’uso della forza militare”, AUMF), un provvedimento approvato dal Congresso il 14 settembre del 2001, tre giorni dopo l’attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono. Questa norma concede al presidente il potere di «usare tutti i mezzi necessari e appropriati» per perseguire i terroristi che hanno «pianificato, autorizzato, commesso o facilitato» gli attacchi del 2001, e che quindi costituiscono un serio pericolo per la sicurezza degli Stati Uniti. Dal 2001 a oggi è stato compiuto un alto numero di attacchi con droni in diversi paesi del mondo: man mano che gli attacchi sono aumentati, raggiungendo il loro punto più alto con Obama, sono cresciute anche le critiche alle amministrazioni americane che le autorizzavano.

Nel maggio del 2013 Obama ha annunciato una nuova politica, che avrebbe dovuto limitare gli omicidi mirati con i droni agli obiettivi che pongono «una continua e imminente minaccia agli statunitensi», che non possono essere catturati dagli Stati Uniti o da un loro alleato, e solo se c’è la ragionevole certezza che non saranno coinvolti civili nell’attacco. I rapporti di Amnesty International e Human Rights Watch sembrano però dimostrare come gli obiettivi elencati da Obama non siano stati raggiunti.

I rapporti di Amnesty e HRW
Nel suo rapporto (pdf) Amnesty International ha registrato 45 presunti attacchi di droni nella regione del Waziristan del Nord, nel Pakistan nord-occidentale, tra il gennaio 2012 e l’agosto 2013. Il Waziristan del Nord è una delle parti del Pakistan in cui i bombardamenti di droni sono stati più intensi negli ultimi anni, per essere diventata un rifugio di estremisti e terroristi, sia pakistani sia afghani. Amnesty ha analizzato nel dettaglio 9 di questi 45 presunti attacchi, scoprendo che hanno provocato la morte di diversi civili, cioè persone non legate ad alcun tipo di attività terroristica.

A simili conclusioni è arrivata Human Rights Watch, che nel suo rapporto ha analizzato un attacco con droni compiuto nel 2009 e 5 compiuti tra il 2012 e il 2013, tutti in Yemen. HRW ha scritto che negli attacchi sono state uccise 82 persone, di cui 57 civili.

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