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  • lunedì 16 Settembre 2013

Christopher Horner non si trova

Gli ispettori dell'antidoping non riuscivano a rintracciare il ciclista statunitense che domenica ha vinto la Vuelta, ma pare ci sia stato un equivoco

Aggiornamento: come spiega la Gazzetta dello Sport, l’allarme spagnolo potrebbe essere stato precipitoso e le cose più chiare:

Allarme rientrato per il mancato controllo antidoping a Chris Horner, il 41enne americano fresco vincitore della Vuelta. L’Usada, l’agenzia antidoping americana ha infatti confermato che il ciclista ha rispettato le regole, comunicando domenica mattina il cambio dell’hotel dove alloggiava e ricevendo l’ok da parte dell’Usada stessa. Non si tratta quindi di un mancato test antidoping da parte del ciclista, come invece aveva scritto questa mattina il sito internet del quotidiano spagnolo AS che aveva riportato la notizia di un’irreperibilità del corridore nei confronti di un controllo a sorpresa dell’Usada.

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Il 15 settembre il ciclista statunitense Christopher Horner ha vinto la sessantottesima edizione della Vuelta, il giro di Spagna, una delle più importanti competizioni internazionali di ciclismo. Horner ha quasi 42 anni, non aveva ottenuto grandi vittorie fin qui in carriera ed è il ciclista più vecchio ad aver vinto uno dei cosiddetti grand tour (cioè Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta). Per buona parte del giro ha avuto come avversario principale l’italiano Vincenzo Nibali, che nella classifica finale è poi arrivato secondo.

Nella mattinata di lunedì 16 però, Horner si è reso irreperibile: secondo il quotidiano sportivo spagnolo AS, infatti, alcuni rappresentanti dell’agenzia spagnola antidoping (AEA) hanno visitato in mattinata l’albergo dove avrebbe dovuto passare la notte, senza trovarlo. I ciclisti partecipanti alla Vuelta devono comunicare all’agenzia antidoping i recapiti dei propri alberghi, in modo da essere costantemente reperibili per controlli antidoping a sorpresa.

Secondo la ricostruzione della Gazzetta dello Sport un membro dell’AEA ha girato la notizia a AS, che l’ha poi pubblicata. La Radioshack-Leopard-Trek, la squadra di Horner, ha diffuso sul suo sito la scansione di una mail inviata da Horner prima dell’ultima tappa della Vuelta, in cui segnalava di aver cambiato l’albergo e diceva dove avrebbe passato la notte seguente: l’equivoco nasce dal fatto che la mail è stata inviata all’agenzia antidoping statunitense, che a detta della squadra di Horner non ha informato della modifica quella spagnola, sebbene avesse confermato a Horner di aver ricevuto la mail. La Radioshack, secondo quanto riportato inoltre sul proprio sito, crede che l’agenzia spagnola abbia commesso «una violazione della privacy» nei confronti di Horner, e che la colpa dell’errore non sia da attribuire al ciclista.

Un portavoce dell’agenzia spagnola antidoping ha detto però che gli ispettori hanno cercato Horner anche nel secondo albergo, non trovandolo nemmeno lì: lo stesso portavoce ha spiegato a Reuters che l’agenzia non ha un’idea precisa di dove possa trovarsi il ciclista in questo momento. «Non vogliamo fare alcun tipo di valutazione rispetto al fatto che questo potrebbe costituire un’infrazione delle regole: non conosciamo ancora tutto quello che è successo», ha aggiunto però. Tim Vanderjeugd, il portavoce della squadra di Horner, ha scritto su Twitter che il secondo hotel controllato dagli ispettori spagnoli non era quello indicato da Horner ma «uno scelto a caso dove pensavano di trovarlo». Secondo la Gazzetta dello Sport Horner ha già preso un aereo diretto verso gli Stati Uniti.

foto: JOSE JORDAN/AFP/Getty Images