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  • sabato 7 Settembre 2013

In Australia hanno vinto i conservatori

Gli exit poll e i risultati dello spoglio in corso dicono che il premier uscente Kevin Rudd è stato sconfitto, come previsto

15.32 – Rupert Murdoch, l’australiano proprietario del gruppo NewsCorp e di circa due terzi dei giornali del paese per circolazione, ha pubblicato un tweet sulle elezioni che dice più o meno: “Gli elettori erano stanchi di lavoratori del settore pubblico e approfittatori scrocconi del welfare che stavano dissanguando l’economia. Altre nazioni seguiranno”. Durante la campagna elettorale tutti i giornali australiani di sua proprietà si sono schierati apertamente a favore di Abbott, attirando diverse critiche.

 

13.50 – Il primo ministro uscente Kevin Rudd ha riconosciuto la sconfitta. «Cavolo, pensavo che avessimo perso», ha detto alla folla riunita nella sede del partito laburista, riferendosi al fatto che gli sono comunque stati dedicati molti applausi. Poco dopo ha dichiarato di aver chiamato il suo rivale Tony Abbott e di avergli riconosciuto la vittoria.

Aggiornamento ore 13.35 – I conservatori di Tony Abbott hanno vinto le elezioni raggiungendo 81 seggi, cinque più del numero necessario per ottenere la maggioranza. I laburisti sono fermi a 52. Da un momento all’altro il primo ministro uscente Kevin Rudd dovrebbe tenere un discorso in cui concede la vittoria ai conservatori.

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In Australia è cominciato lo spoglio (qui potete seguire la diretta) e i primi exit poll indicano una chiara vittoria della Coalizione e del candidato conservatore Tony Abbott nelle elezioni per rinnovare il parlamento federale. Il premier uscente, il laburista Kevin Rudd, sarebbe stato sconfitto e alcuni membri del suo partito hanno già concesso la vittoria ai conservatori di Abbott. Al momento la Coalizione, l’alleanza che appoggia Abbott, ha ottenuto 71 seggi, mentre i laburisti sono fermi a 49. Sono necessari 76 seggi per avere la maggioranza.

La vittoria della Coalizione, un’alleanza composta dai liberali guidati da Abbot e dal National Party, era stata ampiamente prevista nelle scorse settimane – tanto che il principale sito di scommesse australiano aveva già pagato la vincita a chi ci aveva puntato. Durante la campagna elettorale il partito laburista è stato accusato di eccessiva litigiosità interna e ha pagato le numerose faide interne che lo dividono.

La più importante è quella che ha visto scontrarsi ripetutamente il primo ministro uscente Rudd e Julia Gillard, membro importante del partito laburista e predecessore di Rudd alla carica di primo ministro. I due si sono alternati alla guida del governo negli ultimi sei anni, sfiduciandosi reciprocamente all’interno del partito – il sistema politico australiano permette alle correnti interne di un partito di sfiduciare il capo del governo e di cambiarlo “in corsa”.

La sconfitta è stata interpretata da molti commentatori come il tramonto dell’era Rudd-Gillard. Diversi membri del partito laburista hanno già detto ad entrambi i leader di fare un passo indietro e di lasciare spazio alle nuove generazioni.

Abbott ha 56 anni ed è una vecchia conoscenza della politica australiana: è stato per due volte ministro nei governi guidati da John Howard per ben undici anni, tra il 1996 e il 2007. Nel 2009 è diventato capo del partito, anche se il suo gradimento personale è rimasto basso molto a lungo.

I suoi ottimi risultati nei sondaggi degli scorsi mesi sono stati una sorpresa, visto che Abbott era considerato uno dei politici più impopolari del paese. Principalmente le sue difficoltà sono nel farsi percepire dagli australiani “come uno di loro”. Abbott infatti è nato a Londra e ha studiato ad Oxford, è cattolico e inoltre ha fatto diverse gaffe negli ultimi anni, oltre ad aver adottato in campagna elettorale un tono aggressivo che raramente viene utilizzato nella politica australiana.