Microsoft, Skype e l’intelligence USA

NSA e FBI hanno accesso alle comunicazioni degli utenti, comprese chat e email, scrive il Guardian basandosi su nuovi documenti riservati di Snowden

Microsoft ha collaborato con l’intelligence statunitense permettendo alla National Security Agency (NSA) di monitorare le comunicazioni dei propri utenti, ha scritto giovedì sera il Guardian, basandosi su alcuni nuovi documenti riservati ottenuti da Edward Snowden, la fonte delle informazioni su PRISM, che si trova oggi nella zona di transito dell’aeroporto di Mosca in attesa di ricevere asilo politico da una delle nazioni presso cui ha fatto richiesta. Lo stesso Guardian sintetizza il contenuto di questi nuovi documenti in sei punti.

1. Microsoft avrebbe aiutato la NSA ad aggirare il proprio criptaggio dei dati per permettere all’intelligence di accedere alle chat online di Outlook.com.

2. Prima dell’introduzione del criptaggio dei dati, la NSA aveva accesso alle caselle email di Outlook.com, comprese quelle su Hotmail.

3. All’interno del programma PRISM, nell’ultimo anno Mircosoft ha dato alla NSA un accesso più facile ai dati conservati su SkyDrive, un servizio per conservare online i propri file usato da circa 250 milioni di persone in tutto il mondo.

4. Microsoft ha collaborato con un’unità dell’FBI per capire i potenziali rischi della funzione di Outlook che permette agli utenti di creare indirizzi email “alias”, cioè utili solo a far rimbalzare le email da una casella a un’altra.

5. I dirigenti di Skype – che è proprietà di Microsoft dal 2011 – hanno collaborato con le agenzie di intelligence nell’ultimo anno, dando loro modo di raccogliere contenuti video e audio delle conversazioni tra gli utenti.

6. Il materiale raccolto attraverso il programma PRISM è abitualmente condiviso dalla NSA con la CIA e l’FBI.

Nelle ultime settimane le società informatiche tirate in ballo dal caso PRISM hanno fatto pressioni al governo statunitense perché permetta loro di diffondere esattamente i termini e le condizioni delle leggi che sono tenuti a rispettare. Per il momento hanno smentito la tesi del Guardian, cioè che attraverso il programma PRISM la NSA avesse “accesso diretto” ai loro server, sostenendo invece che i dati degli utenti vengono girati all’intelligence statunitense solo dietro richiesta motivata caso per caso. Microsoft ha ribadito il concetto in una nota inviata al Guardian, dove afferma anche che le richieste governative che non sono considerate “valide” vengono respinte dall’azienda e accenna al fatto che vorrebbe poter dire di più.

«Ci sono aspetti di questa vicenda e di questo dibattito che ci piacerebbe discutere più liberamente. Per questo abbiamo chiesto alle autorità governative maggiore trasparenza, così che tutti possano capire e discutere meglio di temi così importanti»

Anche un comunicato della NSA ribadisce quanto detto dall’intelligence fin qui: si tratta di operazioni di sorveglianza autorizzate da un tribunale nell’ambito di quanto prevede la legge americana, con la supervisione degli stessi tribunali, del Congresso e del capo dell’intelligence.

foto: Steve Ballmer, CEO di Microsoft, e Tony Bates, CEO di Skype, durante la conferenza stampa sull’acquisto di Skype da parte di Microsoft, il 10 maggio 2011 a San Francisco. (Justin Sullivan/Getty Images)

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