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  • martedì 11 giugno 2013

Bella ciao in Turchia

Viene cantata dai manifestanti per le strade come canzone simbolo della loro resistenza, ma non solo in Turchia

In Turchia, dopo la grande manifestazione organizzata il 28 maggio contro la demolizione di uno dei parchi più grandi di Istanbul (il parco Gezi, vicino alla popolare piazza Taksim) le proteste si sono estese ad altre città e sono diventate una più ampia forma di “resistenza” (parola scelta dagli stessi manifestanti al posto di “rivoluzione”) contro il governo del primo ministro conservatore Recep Tayyip Erdoğan, accusato di essere sempre più autoritario e di mettere a rischio la laicità dello stato attraverso un progressivo processo di islamizzazione.

Da giorni circolano molti video che mostrano decine di migliaia di persone che marciano per le strade e le piazze della Turchia cantando nella loro lingua, ad eccezione del ritornello, una canzone italiana: Bella ciao, diventata simbolo della lotta dei partigiani in Italia durante la Resistenza al nazifascismo.

Il testo di Bella ciao venne cantato pubblicamente per la prima volta nel 1948 al Festival della Gioventù di Berlino da un gruppo di studenti italiani. La sua origine non è però molto chiara. Si tratta di un canto popolare e la musica è di un autore sconosciuto: c’è chi sostiene sia ispirato alla melodia di un canto delle mondine che lavoravano nelle risaie della Pianura Padana, c’è chi invece lo fa derivare da una melodia yiddish. La canzone, diffusa prima del 1945 soprattutto in Emilia Romagna, è poi diventata il simbolo della Resistenza italiana, nonostante il canto più diffuso tra le brigate partigiane fosse allora “Fischia il vento”. Nel libro Canti della Resistenza italiana si spiega: «Presumibilmente “Bella ciao” non fu mai cantata durante la guerra partigiana, ma nacque nell’immediato dopoguerra». La sua diffusione al di fuori dell’Italia avvenne comunque dopo la guerra, entrando (tradotta nelle varie lingue) nelle tradizioni dei comunisti greci, del movimento della sinistra rivoluzionaria in Turchia, il TKP, e anche in molte comunità zapatiste del Chiapas.

“Bella ciao” è stata cantata e considerata rappresentativa anche da parte dei movimenti di protesta che si sono formati negli ultimi anni: prima della Turchia, anche quelli contro l’austerità in Grecia e quelli di Occupy Wall Street a New York del 2011. E il candidato socialista Hollande l’ha scelta per concludere un suo discorso in occasione delle elezioni presidenziali del 2012.

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