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  • lunedì 15 aprile 2013

In Venezuela ha vinto Maduro, di poco

L'erede di Hugo Chávez ha staccato di 1,6 punti lo sfidante Henrique Capriles, che non ha riconosciuto la vittoria e chiede di ricontare i voti

Nicolás Maduro, candidato alle presidenziali del Venezuela per il Partito Socialista Unito (PSUV), ha vinto le elezioni presidenziali contro Henrique Capriles Radonski, governatore dello stato di Miranda e leader della Mesa de la Unidad Democrática (MUD). Maduro era presidente facente funzioni del paese dal 5 marzo scorso, giorno in cui era morto Hugo Chávez a causa delle complicazioni dovute a un tumore. Stando ai risultati quasi definitivi e definiti “irreversibili” dalla commissione elettorale, Maduro ha ottenuto il 50,7 per cento dei voti, contro il 49,1 per cento di Capriles. Alle elezioni ha partecipato circa l’80 per cento degli aventi diritto al voto.

I sostenitori di Maduro hanno festeggiato l’elezione nella capitale del Venezuela, Caracas, con il lancio di fuochi artificiali. I sostenitori di Capriles hanno invece organizzato subito una manifestazione, marciando per le strade della città, facendo rumore con pentole e padelle. Con un breve comunicato, Capriles ha dichiarato di non riconoscere il risultato elettorale e la vittoria di Maduro, e di volere attendere un’accurata verifica dei voti ricevuti dai due candidati.

Maduro, che era stato indicato da Chávez come suo erede, ha salutato i propri sostenitori che si erano raccolti davanti al palazzo presidenziale, dicendo di avere ottenuto una vittoria “giusta, legale e costituzionale”. Ha poi chiesto a chi non ha votato per lui di partecipare al processo democratico per il bene del paese. Nonostante la sua vittoria fosse stata prevista dai sondaggi più recenti, Maduro ha vinto con un margine sorprendentemente stretto rispetto al proprio avversario, e secondo diversi osservatori questo potrebbe complicare i suoi prossimi anni di presidenza. Il suo mandato durerà fino al 2019, ma appare difficile che il nuovo presidente possa mantenere alti i consensi come era riuscito a fare Chávez, complici un buon carisma e una propaganda molto organizzata.

Durante tutta la campagna elettorale Maduro ha spiegato di volere portare avanti “l’eredità e il testamento” di Chávez. Si è anche impegnato per consolidare le riforme sociali del suo predecessore e per ridurre le disuguaglianze nel paese, a partire dal problema della povertà. Capriles ha usato lo slogan “Maduro no es Chávez” per ricordare agli elettori le differenze tra i due personaggi, e ha ottenuto un seguito notevole a testimonianza di quanto il paese sia sostanzialmente diviso tra chi sostiene le politiche del PSUV e chi preferisce il cambiamento promesso da Capriles.

Maduro giurerà il prossimo 19 aprile come nuove presidente del Venezuela. Il suo mandato non sarà integrale, ma durerà il tempo necessario per colmare quello iniziato, e non finito, da Hugo Chávez.

L’annuncio della vittoria di Nicolas Maduro

Un momento del discorso di Nicolas Maduro dopo la vittoria

Henrique Capriles chiede il riconteggio dei voti

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