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  • giovedì 14 Febbraio 2013

Perché Cellino è stato arrestato

C'entra la storia infinita dello stadio del Cagliari e l'uso di fondi pubblici per la ristrutturazione di quello di Quartu Sant'Elena

Giovedì mattina, intorno alle 8, sono state arrestate tre persone per un’inchiesta che riguarda i lavori allo stadio “Is Arenas” di Quartu Sant’Elena, vicino a Cagliari: Massimo Cellino, presidente del Cagliari Calcio; il sindaco di Quartu, Mauro Contini; il suo assessore ai lavori pubblici, Stefano Lilliu. Contini ha avuto un malore durante il successivo interrogatorio ed è stato trasportato in ospedale in ambulanza. Cellino e Lilliu si trovano ora nel carcere di Buoncammino, a Cagliari.

I reati per cui sono stati arrestati i tre sono tentato peculato e falso ideologico. Gli arresti di oggi sono gli ultimi sviluppi di un’inchiesta della procura di Cagliari che aveva già portato ad alcuni arresti – due dirigenti del comune di Quartu e il responsabile dell’impresa che stava lavorando allo stadio, a fine novembre – e che riguarda la tormentata storia dello stadio della città di Cagliari.

La questione dello stadio
Alla fine dello scorso campionato di Serie A, il Cagliari Calcio aveva dovuto trovare una soluzione alla mancanza del suo stadio storico, il “Sant’Elia” di Cagliari: inaugurato nell’anno dell’unico scudetto della storia del Cagliari (1970), poi ristrutturato per Italia ’90 e ancora nel 2002, è stato dichiarato inagibile a maggio 2012. Le ultime quattro partite in casa vennero giocate a Trieste, dove Cellino trasferì improvvisamente le partite del Cagliari il primo aprile a causa di litigi con le autorità locali.

Per quest’anno e per i due successivi, in attesa di rimettere a norma il “Sant’Elia”, la società aveva in programma di giocare allo stadio “Is Arenas” (che in sardo vuol dire “le sabbie”) a Quartu Sant’Elena, un comune di oltre 70 mila abitanti adiacente a Cagliari. Si decise di rinnovare a fondo il piccolo stadio di Quartu, che aveva solo una gradinata in cemento, con la costruzione di una grande struttura prefabbricata che avrebbe permesso di arrivare a una capienza di 16 mila posti, quasi interamente usando tubi di acciaio tolti dalle tribune del vecchio “Sant’Elia”.

Per costruire la nuova struttura si era lavorato molto rapidamente nel corso dell’estate 2012, ma con l’incertezza sull’effettiva conclusione dei lavori in tempo per il campionato e sull’agibilità della struttura, che all’inizio del campionato, infatti, non era ancora arrivata. La prima partita in casa del Cagliari, contro l’Atalanta, si giocò a porte chiuse il 2 settembre; quella successiva, contro la Roma, venne rinviata per motivi di ordine pubblico il 23 settembre e poi annullata dopo che la società aveva emanato un comunicato in cui invitava lo stesso il pubblico ad andare lo stesso allo stadio, nonostante non ci fosse ancora l’agibilità.

Proprio per i lavori all'”Is Arenas” erano stati arrestati due dirigenti del comune di Quartu e l’imprenditore responsabile della ditta che stava eseguendo i lavori. Il punto è che gli interventi nello stadio di Quartu, secondo gli accordi tra Cagliari Calcio e comune, dovevano essere tutti a carico della società calcistica: mentre, secondo l’accusa, erano stati usati almeno in parte soldi pubblici, e più precisamente parte dei circa 5,8 milioni di euro destinati a un piano urbanistico per l’area dello stadio. Il costo degli interventi all'”Is Arenas” è di circa 1,5 milioni di euro, più un affitto triennale di 30 mila euro l’anno al comune di Quartu.

Secondo quanto scrivevano i giornali locali già ai tempi dei primi arresti, la procura di Cagliari ipotizzava che i vertici della società Cagliari Calcio e le massime cariche del comune sapessero di questo utilizzo improprio dei fondi pubblici, e quasi certamente sulla base di questa accusa sono stati arrestati oggi Cellino, il sindaco di Quartu e l’assessore ai lavori pubblici.

Nel frattempo, il Cagliari ha giocato a “Is Arenas” diverse gare, con disponibilità completa o parziale, ma quella contro la Juventus è stata spostata a Parma. Nel caso della partita contro il Milan di pochi giorni fa, il luogo dell’incontro è stato incerto fino all’ultimo, con un’incredibile vicenda di pareri discordanti delle autorità sportive, del comune e della prefettura. Alla fine, dopo un ricorso d’urgenza al TAR della Sardegna contro la decisione della prefettura, la partita si è giocata a Quartu.

Chi è Massimo Cellino
Il presidente della società Cagliari Calcio è da vent’anni Massimo Cellino, 56 anni, che ha una grande azienda di lavorazione dei cereali (la SEM Molini Sardi). Anche da imprenditore ha avuto alcuni problemi con la giustizia: venne condannato a un anno e tre mesi per falso in bilancio nel 2001, mentre nel 1996 venne arrestato in un’inchiesta che riguardava una truffa ai danni dell’Unione Europea.

Dal 2005 risiede a Miami, dove ha anche comprato una squadra giovanile, i “Miami Strike Force”, con l’obiettivo di trovare qualche talento da inviare in Sardegna. Secondo il sito di Cellino, il nome sarebbe stato cambiato in “Cagliari Strike Force” («dovrebbe diventare una succursale del Cagliari»), ma la cosa non sembra confermata dal sito della squadra. Una delle tre formazioni under 18, comunque, si chiama G-Cagliari.

Cellino, che fa parte anche degli organi direttivi della Lega Serie A come consigliere, è noto anche per il suo comportamento spesso sopra le righe (per fare un esempio dei più bizzarri, a settembre 2011 invitò i tifosi ad andare allo stadio con indosso un capo viola, visto che si giocava un sabato 17). È noto anche per cacciare gli allenatori della sua squadra, che dal 1992 a oggi ha cambiato allenatore circa 40 volte. Negli ultimi anni, il presidente del Cagliari ha litigato un po’ con tutti anche per la questione dello stadio.

Con il comune di Cagliari, per esempio, con cui le dispute per i lavori al vecchio “Sant’Elia” andavano avanti da anni, e poi con le associazioni ambientaliste a proposito dell'”Is Arenas”, visto che la struttura sorge adiacente ad un parco naturale (e l’indagine sull’uso improprio dei fondi è partita proprio da un esposto degli ambientalisti); persino con un sindacato di polizia, che aveva manifestato dubbi sulla possibilità di garantire la sicurezza nel nuovo stadio di Quartu. Litigò persino con l’ENAV, l’ente di controllo del traffico aereo, perché si oppose al suo iniziale progetto di costruire un nuovo stadio nei pressi dell’aeroporto cagliaritano di Elmas, su un terreno acquistato nel 2011.