L’accordo di Google coi giornali francesi

Dettagli e senso dell'intesa, da cui Google esce sempre più potente e i giornali restano in crisi

Venerdì primo febbraio il presidente francese François Hollande ha annunciato insieme con il presidente esecutivo di Google, Eric Schmidt, di avere trovato un accordo per risolvere un contenzioso che andava avanti da mesi e che riguardava l’utilizzo dei contenuti degli editori francesi sui servizi di Google. La notizia è stata ripresa da tutti i principali giornali del mondo, ma su alcuni quotidiani italiani è stata riassunta con titoli come “Accordo con la Francia per pagare i contenuti degli editori” distanti da come stanno le cose realmente, forse per “wishful thinking” da tempi di crisi. Google infatti non pagherà i contenuti e, come vedremo, il patto parla di ben altro.

Gli editori dei giornali francesi contestavano da tempo il sistema utilizzato da Google per mostrare i loro contenuti sul motore di ricerca. Secondo loro, mostrando i titoli e le anteprime degli articoli con i relativi link, Google sfruttava parte dei loro prodotti gratuitamente causando alle testate un danno economico. Simili contestazioni erano già state sollevate in passato in Belgio, dove Google ha raggiunto un accordo a fine 2012, e in altri paesi europei come la Germania, in cui si parla ciclicamente di approntare una nuova serie di leggi per imporre forme di pagamento per i motori di ricerca che mostrano le anteprime degli articoli.

Alle accuse di utilizzare parte dei contenuti dei giornali francesi senza pagarli, Google ha sempre risposto ricordando che il suo sistema è tra le principali fonti di traffico per i siti di news. Il sistema dei link e delle anteprime, sostiene da tempo la società, è la via che milioni di persone utilizzano per accedere ai siti dei giornali, che ne traggono quindi grandi vantaggi. Google, però, sulle pagine dei risultati del proprio motore di ricerca mostra anche annunci pubblicitari, i cui ricavi non sono condivisi con gli editori. Per questo motivo le case editrici chiedevano forme ulteriori di compensazione.

Verso la fine dell’estate la discussione tra gli editori francesi e Google ha raggiunto una nuova intensità, portando a una situazione di stallo che appariva difficile da risolvere: da un lato i giornali chiedevano di essere pagati da Google per i link, dall’altro la società americana diceva che se fosse stata obbligata a farlo avrebbe escluso le testate francesi dai propri motori di ricerca, perché il nuovo sistema si sarebbe rivelato antieconomico. Per risolvere la cosa, Hollande è intervenuto incaricando un consulente privato, Marc Schwartz, di mediare la situazione per conto del governo francese.

Gli editori dei giornali e Google hanno di conseguenza avviato una nuova serie di incontri e di discussioni, cui ha partecipato in alcuni casi anche il presidente esecutivo ed ex CEO Eric Schmidt. La società ha seguito un modello simile a quello utilizzato in Belgio e ha ottenuto di non dovere pagare per le anteprime e i link degli articoli sul proprio motore di ricerca, stabilendo con gli editori un piano per incentivare e collaborare alla transizione digitale dei principali giornali generalisti francesi.

L’accordo prevede che Google metta a disposizione per il progetto di passaggio al digitale 60 milioni di euro. Una apposita commissione, quindi un ente terzo rispetto alla società e agli editori dei quotidiani, stabilirà quali progetti per la conversione al digitale finanziare e con quali modalità. Oltre al denaro, Google metterà anche a disposizione le proprie conoscenze tecnologiche per favorire il passaggio al digitale in un paese in cui si vendono sempre meno giornali di carta, mentre progressivamente aumenta il numero di lettori delle edizioni online.

Come avvenuto in Belgio, l’accordo francese impegna Google a realizzare patti commerciali per la pubblicità. La società gestisce uno dei sistemi più estesi e proficui per la pubblicazione degli annunci online (con un giro d’affari stimato intorno a 1,4 miliardi di euro nel 2011, dato non ufficiale), sia sulle proprie pagine dei risultati sia sui siti di chi adotta le sue soluzioni pubblicitarie. Si tratta di una importante opportunità sia per gli editori sia per Google: i primi potranno avere la pubblicità sui loro siti a condizioni più vantaggiose e redditizie, mentre la società statunitense potrà allargare ulteriormente la propria presenza pubblicitaria in Francia. Secondo diversi osservatori, Google adotterà probabilmente un sistema simile per risolvere i contenziosi con gli editori, o ridimensionarne le minacce, negli altri paesi europei a partire dalla Germania. Anche se qualcuno teme che quello che per Google è un successo – superare possibili grane con le normative europee in cambio di piccole concessioni – possa diventare un precedente per futuri “ricatti” sulla remunerazione dei link.

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