• Italia
  • sabato 26 gennaio 2013

Le accuse di tangenti ad Alemanno

C'entra una storia di tangenti per l'acquisto di alcuni filobus: il sindaco di Roma terrà una conferenza stampa alle 18.30

Oggi il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha annunciato che alle 18.30 terrà una conferenza stampa per rispondere alle accuse di aver ricevuto tangenti in un affare che riguarda l’acquisto di alcuni filobus. Ieri, infatti, alcuni giornali hanno riassunto i contenuti di un interrogatorio avvenuto l’8 gennaio in cui un consulente di un’azienda che produce autobus ha sostenuto di aver saputo dal suo superiore che alcuni dei 600 mila euro pagati per una tangente erano destinati alla segretaria di Alemanno.

La vicenda è piuttosto intricata e riguarda in sostanza un’indagine delle procura di Roma su una possibile tangente che sarebbe stata pagata nel 2009 per favorire l’acquisto da parte del Comune di Roma di 45 filobus. A corrompere alcuni manager pubblici perché facessero pressioni sui politici sarebbe stata l’azienda fornitrice dei filobus, la Breda Menarini, che fa parte del gruppo Finmeccanica. Il suo ex amministratore delegato, Francesco Ceraudo, è stato arrestato nei giorni scorsi.

Ceraudo avrebbe promesso il pagamento di una tangente di circa 500 mila euro e avrebbe pagato 150 mila euro a Roberto Mancini, amministratore delegato dell’Eur Spa – che i giornali definisco vicino ad Alemanno – perché facesse delle pressioni o comunque da collegamento con la società Roma Metropolitane che aveva indetto l’appalto per i 45 filobus. I magistrati avrebbero rintracciato le prove dei fondi in nero che sarebbero stati accantonati dalla Breda Menarini per pagare le tangenti.

L’accusatore di Alemanno arriva a questo punto della vicenda. L’8 gennaio i magistrati hanno interrogato un consulente di Ceraudo, l’amministratore della Breda Menarini. Il suo nome è Edoardo D’Incà Levis e il suo avvocato lo ha descritto come un imprenditore italo-ceco. Secondo il Messaggero, Levis venne coinvolto nell’affare da Ceraudo nel 2007 in qualità di consulente. In realtà, il ruolo di Levis sarebbe stato quello di creare i fondi neri, utilizzando una società americana che aveva lo scopo di creare delle fatture false per la Breda Menarini.

Secondo diversi virgolettati tratti dall’interrogatorio e pubblicati da diversi giornali, Levis ha raccontato ai magistrati che, nel corso di una conversazione su Skype nel 2008, Ceraudo gli disse che parte della tangente da 700 mila euro versata a Mancini – l’amministratore di Eur Spa che doveva fare da apristrada all’affare – era destinata alla segretaria di Alemanno.

Ieri sera, subito dopo la pubblicazione dell’interrogatorio di Levis, Alemanno ha dichiarato: «Non ho idea di chi sia il signor D’Incà Levis e né il sottoscritto né la mia segreteria si sono mai occupati di interferire nelle assegnazioni di appalti di qualsiasi genere, compreso ovviamente quello riguardante l’inchiesta in questione. Escludo nella maniera più categorica che membri della mia segreteria possano essere tra i destinatari di somme in denaro per questo o per qualsiasi altro affare». Questa mattina l’ufficio stampa del sindaco ha annunciato che Alemanno terrà una conferenza stampa alle 18.30 per rispondere alle accuse.

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