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  • mercoledì 16 gennaio 2013

Gli ostaggi in Algeria

Un gruppo di militanti islamici ha rapito alcuni stranieri, non si sa ancora quanti: dicono di venire dal Mali e che è una rappresaglia contro la Francia

Un gruppo di militanti islamici armati, che dicono di provenire dal Mali, ha rapito alcuni lavoratori europei e occidentali in un attacco vicino a un campo di estrazione di gas naturale in Algeria. L’esercito algerino ha circondato la zona e sono in corso negoziati per il rilascio degli ostaggi, mentre non è ancora chiaro quante persone siano state rapite e quante siano rimaste uccise. I militanti hanno detto che la loro azione è una rappresaglia contro l’intervento militare francese in Mali, iniziato venerdì 11 gennaio.

L’attacco è avvenuto vicino a un impianto estrattivo nel giacimento di In Amenas, che si trova circa 1.300 chilometri a sud della capitale Algeri e vicino al confine con la Libia. L’impianto è gestito da un consorzio formato dalla multinazionale britannica BP, dalla società norvegese Statoil e dall’algerina Sonatrach.


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Secondo le prime ricostruzioni l’azione è cominciata intorno alle 4.30 di questa mattina, quando una guardia è stata uccisa e altre sette sono state ferite nell’attacco a un pulmino che stava trasportando alcuni ingegneri dall’aeroporto agli impianti. Secondo Associated Press questo primo attacco, portato avanti da alcuni fuoristrada con uomini armati a bordo, sarebbe fallito. Più tardi, gli uomini armati hanno preso il controllo dell’impianto poco distante, prendendo in ostaggio gli operai e i tecnici presenti.

Non si conosce il numero di persone coinvolte ma la società norvegese ha detto di avere sul luogo una ventina di dipendenti, per la maggior parte di nazionalità norvegese. Un parlamentare algerino ha detto che sono stati rapiti quattro giapponesi e un francese, mentre il ministro degli Esteri dell’Irlanda ha detto che un irlandese di 36 anni è tra i rapiti. Il ministro dell’Interno algerino aveva detto inizialmente che un cittadino straniero – forse di nazionalità britannica, ma il Regno Unito non ha finora confermato – è rimasto ucciso nell’attacco iniziale e che altre sei persone sono rimaste ferite, due stranieri, due poliziotti e due agenti della sicurezza.

Uno dei membri del gruppo armato autore dell’attacco ha detto in un collegamento telefonico con l’agenzia di stampa AFP che il suo gruppo proviene dal Mali settentrionale, fa parte di al-Qaida ed è parte della «brigata Khaled Abul Abbas guidata da Mokhtar Belmokhtar», uno dei leader storici di al-Qaida nel Magreb islamico (AQMI).

L’Algeria ha annunciato ieri di aver chiuso il suo confine con il Mali, dopo l’inizio dell’offensiva militare francese nel paese. Tuttavia, il confine Algeria-Mali è lungo circa 2000 chilometri e quasi interamente desertico, rendendo nella pratica impossibile il controllo.