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  • mercoledì 24 Ottobre 2012

Guida alle elezioni in Sicilia

Si vota domenica, i candidati alla presidenza sono dieci, sia il centrodestra che il centrosinistra sono divisi ma c'è un candidato di poco in vantaggio sugli altri

Le elezioni in Sicilia per la votazione diretta del presidente della regione e dei deputati all’Assemblea regionale (ARS) si terranno domenica 28 ottobre, in anticipo sulla scadenza naturale dell’attuale legislatura, prevista ad aprile dell’anno prossimo. In Sicilia si vota in anticipo dopo le dimissioni del 31 luglio scorso di Raffaele Lombardo, eletto presidente della regione nell’aprile del 2008 e indagato dal 2010 per concorso esterno in associazione mafiosa.

Le candidature definitive alla presidenza e le liste per l’Assemblea sono state depositate lo scorso 28 settembre. Secondo quanto pubblicato dalla Gazzetta ufficiale, i candidati alla presidenza sono dieci e le liste per l’ARS sono venti. Nell’ultimo sondaggio condotto da Datamonitor, che risale all’11 ottobre, risulta che il 44,1 per cento degli intervistati è indeciso o ha dichiarato che non voterà per il presidente. La percentuale supera il 48 per cento nel caso delle liste. I dati più significativi riguardano comunque due candidati: Rosario Crocetta, dato al 30,5 per cento, e Nello Musumeci, dato al 33 per cento.

Rosario Crocetta
Crocetta è il candidato del centrosinistra, sostenuto da PD, UdC e ApI. Sindaco di Gela per il centrosinistra dal 2002, confermato nel 2007, primo sindaco italiano dichiaratamente omosessuale, dopo un passato nei Comunisti italiani ha aderito al PD nel 2008 ed è stato eletto al Parlamento europeo nel 2009. Ha dichiarato di voler aprire al centro la coalizione e molti lo hanno criticato per questa scelta che darebbe “continuità” alle giunte Cuffaro e Lombardo, accusate di collusioni e di scarso impegno nella lotta alla criminalità organizzata. Crocetta ha dichiarato che se venisse eletto il suo primo assessore sarebbe Lucia Borsellino, figlia del giudice Paolo, dirigente dell’assessorato alla Salute della regione Sicilia.

Nello Musumeci e Gianfranco Miccichè 
Il centrodestra ha espresso due candidati. Il primo, oggi in vantaggio nei sondaggi, è Nello Musumeci, fino a un mese fa sostenuto anche dal secondo candidato, Gianfranco Micciché, già presidente della provincia di Catania e parlamentare europeo. Musumeci, ex MSI e AN, è sostenuto da una lista che porta il suo nome, dal PdL e dalla Destra di Francesco Storace (movimento di cui è tra i fondatori).

Gianfranco Miccichè, 58 anni, potente politico palermitano ex Forza Italia (è stato anche a lungo manager di Publitalia), è il leader della federazione Grande Sud, nata dall’unione di Forza del Sud, Noi Sud – Libertà e autonomia e Io Sud. Miccichè è parlamentare dal 1994 e ha ricoperto diversi incarichi nei governi Berlusconi. Attualmente è terzo nei sondaggi, con il 17 per cento delle preferenze.

Raffaele Lombardo, il governatore uscente, ha annunciato il suo ritiro dalla politica. Il suo partito – cioè il Movimento per l’Autonomia, che ha cambiato nome in Partito dei Siciliani – ha dato il proprio appoggio a Micciché. Tra i candidati all’Assemblea regionale siciliana, a sostegno di Micciché, c’è anche il figlio di Raffaele, Toti Lombardo. Il PdL ha denunciato la presenza di persone considerate vicine a Lombardo anche nelle liste a sostegno di Rosario Crocetta, dicendo che esiste un accordo per far perdere il centrodestra e far alleare dopo il voto Crocetta e Micciché (contratti in “CrocChé” in un popolare manifesto affisso in questi giorni).

Gianfranco Fini, durante il suo giro elettorale in Sicilia, ha dichiarato il proprio sostegno a Miccichè: «FlI è impegnato in Sicilia per fare ottenere un buon risultato elettorale al partito ed è convintamente schierato a sostegno della candidatura di Gianfranco Micciché a governatore». Avendo sostenuto Lombardo nella fase finale della scorsa legislatura, FlI avrebbe dovuto stare dalla parte di Musumeci: ma questo avrebbe significato stare dalla parte di Storace, leader del partito di Musumeci, e anche dalla parte del PdL di Berlusconi e Alfano. Per questo Fini ha spiegato: «Come si dice, tra i due litiganti il terzo gode. Ragione per cui sono ottimista per l’esito del voto».

Giancarlo Cancelleri
Il candidato del Movimento 5 Stelle è quarto nei sondaggi (7,5 per cento), ha 38 anni, è geometra e attivista. Beppe Grillo si trova da 17 giorni in Sicilia per sostenere la sua campagna elettorale. Nel programma di Cancelleri, oltre ai tagli dei costi della politica, all’abbassamento dello stipendio dei consiglieri regionali e alla corretta gestione dei rifiuti, si chiede l’autonomia: «Vogliamo l’autodeterminazione. Anche in campo economico. Abbiamo bisogno di reale autonomia nella legislatura: se siamo una regione speciale, non possiamo accettare le stesse regole che si applicano a livello europeo».

Giovanna Marano
Giovanna Marano ha 53 anni e come segretaria generale della FIOM siciliana dal 2003 ha seguito le più importanti vertenze sindacali della regione, compresa quella della FIAT di Termini Imerese. Scaduto il mandato, è stata eletta il 7 luglio 2012 presidente del comitato centrale della FIOM nazionale. Non è iscritta ad alcun partito ed è sostenuta da IdV-SeL-Federazione della Sinistra-Verdi (riunita intorno alla sigla “Libera Sicilia“) dopo che Claudio Fava, giornalista e scrittore, ex deputato ed eurodeputato, si è ritirato, visto che non era in possesso dei requisiti necessari alla candidatura (ha spostato la sua residenza da Roma alla Sicilia con cinque giorni di ritardo rispetto ai termini previsti dalla legge). Giovanna Marano è quinta nei sondaggi, al 6,5 per cento.

Gli altri
Gli altri candidati, secondo gli ultimi sondaggi, non superano il 2 per cento delle preferenze. Ci sono Giacomo di Leo (del Partito comunista dei lavoratori); Lucia Pinsone, 52 anni, insegnante di matematica di Capo d’Orlando che si presenta con il Movimento Politico VOI-Volontari per l’Italia, nato nel febbraio scorso; Gaspare Sturzo, magistrato, candidato della lista Sturzo Presidente; Mariano Ferro del Popolo dei Forconi e Cateno De Luca, il cui slogan è “per dare una spallata definitiva al sistema clientelare affaristico che ha messo in ginocchio la Sicilia”. De Luca, che è anche sindaco di Santa Teresa Riva, è stato arrestato nel 2011, poi scarcerato su ordine della Cassazione. Attualmente è sotto processo per tentata concussione e abuso d’ufficio.

La campagna elettorale
Il quadro della situazione politica siciliana è molto contorto. Oltre al sostegno dei diversi partiti ai vari candidati (sul quale ha influito il funzionamento della legge elettorale siciliana, che prevede uno sbarramento del 5 per cento per tutte le liste e che ha rappresentato un problema per Futuro e Libertà, per l’Italia dei Valori e per altri partiti minori), si sono verificati casi di doppie candidature, di querele (quella per diffamazione di Musumeci per Crocetta) e di presunti casi di abusi elettorali. Dopo il voto, lo scrutinio inizierà alle ore 8 di lunedì 29 ottobre. I primi risultati dovrebbero arrivare in serata.

Foto: Bersani a Catania a una manifestazione per Crocetta.
(VINCENZO LEONARDI/LA PRESSE)