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  • mercoledì 10 ottobre 2012

Le terribili concerie del Bangladesh

12 foto di posti brutti, pericolosi e puzzolenti, dove viene prodotto pellame per settanta paesi (Italia compresa)

L’associazione per i diritti umani Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto sull’inquinamento e i rischi per la salute provocati dalle concerie di Hazaribagh, un quartiere di Dacca, in Bangladesh. Secondo il rapporto, le persone che vivono nella zona e gli operai che lavorano nelle concerie sono esposti a pericolose sostanze chimiche che causano febbri e problemi respiratori e alla pelle. Il rischio di incidenti sul lavoro è inoltre molto alto a causa dei macchinari impiegati e delle scarse misure di sicurezza.

Nelle concerie lavorano anche ragazzini, dagli undici anni in su, impiegati in mansioni faticose e privi dell’adeguata formazione. Donne e bambine sono pagate meno degli uomini, nonostante eseguano gli stessi compiti. Il rapporto ha sottolineato anche l’inquinamento causato dalle acque di scarto delle concerie, che non vengono depurate, e immettono nel fiume Buriganga, che attraversa la città, pezzi di carne animale, cromo, acidi e pellame. Gli scarti del pellame vengono lavorati e trasformati in mangime per pesci e pollame, considerati rischiosi per la salute: oltre a proteine contengono infatti residui di sostanze chimiche.

Ogni anno il Bangladesh esporta pellame per milioni di dollari in almeno settanta paesi, tra cui l’Italia, gli Stati Uniti, il Giappone e la Cina. La maggior parte delle pelli sono prodotte proprio nel quartiere di Hazaribagh, una piccola zona dove nelle concerie lavorano circa 15 mila persone. Il ministro dell’Industria del Bangladesh, Dilip Baura, ha detto a Reuters che il governo è consapevole del problema e sta discutendo un piano per trasferire le concerie lontano dalle zone abitate entro il 2015. Human Rights Watch ha spiegato che il progetto era già stato fissato per il 2005 ma era slittato per problemi burocratici.

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