Quel che resta della destra

Foto da Torino e Milano, dove oggi PdL e Lega hanno fatto i conti con la loro peggiore crisi dall'inizio della Seconda Repubblica, tra molte facce preoccupate

Basta mettere in fila un po’ di fatti ed eventi, prima ancora che opinioni e analisi, per rendersi conto di come questo sia per la destra italiana il peggior momento dall’inizio della cosiddetta Seconda repubblica.

Silvio Berlusconi, dopo essere stato “costretto” alle dimissioni, è “costretto” a sostenere un governo che lui e la maggior parte dei suoi elettori malsopporta, con conseguenze disastrose in termini di consenso. La Lega Nord è incappata nel peggior scandalo giudiziario della sua storia, ha affrontato le dimissioni di Umberto Bossi e la fine di un’era. Il protagonismo del Partito Democratico, alle prese con la sfida politica più interessante degli ultimi anni, sottrae attenzioni e potenziali elettori sul piano nazionale. Sul piano locale le cose non vanno meglio. Renata Polverini si è appena dimessa da presidente del Lazio, Roberto Formigoni in Lombardia ha diversi e noti problemi.

Lo scenario in vista delle prossime elezioni è questo: la Lega non ha ancora deciso neanche se presentarsi o meno, Berlusconi è stato costretto ad accennare a una propria candidatura – demolendo Alfano – pur di sospendere la guerra tra bande nel PdL. In tutto questo, oggi a Torino e Milano quel che resta della destra italiana si è riunito a discutere del proprio futuro. La Lega di Maroni a Torino ha mostrato di essere molto più avanti nella sua ricostruzione. Il PdL è ancora in alto mare, e sembra che si veda anche nelle facce.