Alessandra Moretti e il centrodestra

Claudio Cerasa racconta un aneddoto - istruttivo, dice - sugli inizi della carriera politica della nuova portavoce di Bersani

Su Alessandra Moretti, vice sindaco di Vicenza e portavoce della campagna elettorale di Pier Luigi Bersani alle prossime primarie, Claudio Cerasa racconta sul suo blog un aneddoto interessante rispetto ai discorsi sulla permeabilità tra gli elettorati di centrosinistra, centro e centrodestra, in particolare in riferimento alla campagna di Matteo Renzi.

In questi giorni sto curiosando tra le biografie dei tre ragazzi a cui il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha scelto di affidare la macchina della sua campagna elettorale e tra le chicche trovate ce n’è una curiosa che riguarda Alessandra Moretti. Moretti, oltre che essere portavoce del comitato elettorale di Bersani, è anche vicesindaco di Vicenza, lo sapete, ma quello che forse non sapete è che la Moretti poco prima di essere eletta al consiglio comunale con il Pd (2008) ha avuto dei trascorsi alternativi, diciamo, ed è in qualche modo da considerare una conquista per il Pd. In che senso? In questo senso.

Moretti, nel 2007, nel corso della sua prima esperienza politica, si candidò alle elezioni per il consiglio provinciale di Vicenza all’interno di una lista che si chiamava “Under 35”. Una lista che, insieme con altre (Veneto per il Ppe, ma anche Udeur e Idv), appoggiava in quell’occasione la candidatura dell’ex coordinatore regionale di Forza Italia in Veneto Giorgio Carollo (oggi direttore generale della presidenza della provincia di Padova e in particolare della presidente Barbara Degani, Pdl). La candidatura di Carollo, ricorda oggi chi partecipò a quell’esperienza, aveva “un profilo di centrodestra”, era alternativa tanto ai candidati del centrosinistra quanto ai candidati del centrodestra berlusconiano e aveva come obiettivo quello di offrire al Veneto “una prospettiva di centrodestra nuovo che fosse in sintonia sincera con il modello del Ppe europeo” (ce lo dice al telefono lo stesso Carollo).

(continua a leggere sul blog di Claudio Cerasa)

foto: Roberto Monaldo / LaPresse