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  • Giovedì 20 settembre 2012

Le torture nelle carceri in Georgia

A pochi giorni dalle elezioni, due video amatoriali girati in un penitenziario hanno portato a manifestazioni, 10 arresti e le dimissioni del ministro della Giustizia

Women cry as they hold the picture of a relative during a protest rally against torture in prisons as demonstrators block one of the capital’s main streets in Tbilisi on September 19, 2012. Georgia’s prisons minister resigned today over videos showing the alleged beating and raping of convicts, causing outrage ahead of bitterly-contested elections in the ex-Soviet state. AFP PHOTO / VANO SHLAMOV (Photo credit should read VANO SHLAMOV/AFP/GettyImages)

Women cry as they hold the picture of a relative during a protest rally against torture in prisons as demonstrators block one of the capital’s main streets in Tbilisi on September 19, 2012. Georgia’s prisons minister resigned today over videos showing the alleged beating and raping of convicts, causing outrage ahead of bitterly-contested elections in the ex-Soviet state. AFP PHOTO / VANO SHLAMOV (Photo credit should read VANO SHLAMOV/AFP/GettyImages)

Martedì sera in Georgia, a pochi giorni dalle elezioni parlamentari che si svolgeranno il primo ottobre, due canali televisivi (Maestro TV e Channel 9) hanno trasmesso dei video amatoriali girati all’interno del carcere numero 8 di Tbilisi. I video mostrano violenze e torture contro i detenuti da parte delle guardie. Mostrano anche un prigioniero semi nudo picchiato e stuprato con un bastone.

Secondo il governo georgiano guidato da Mikhail Saakašvili, i filmati potrebbero far parte di una cospirazione politica per screditare il sistema penitenziario del Paese e, dunque, il governo stesso prima delle elezioni: i video sarebbero stati girati e poi venduti per denaro, ma dietro l’operazione ci sarebbe un poliziotto padre di un candidato del principale partito di opposizione, “Sogno georgiano”, fondato dal miliardario Boris “Bidzina” Ivanishvili.

Il presidente Mikhail Saakašvili è stato eletto nel 2004 dopo la cosiddetta “Rivoluzione delle Rose” con oltre il 95 per cento dei voti. Ma negli ultimi anni contro il suo governo si sono svolte molte manifestazioni di protesta: Saakašvili viene accusato di aver contribuito al graduale impoverimento della popolazione, di aver accentrato troppo potere nelle proprie mani e, soprattutto, di non essere stato all’altezza degli standard democratici degni delle democrazie occidentali di cui è alleato (o di cui è succube, come gli rinfacciano i suoi oppositori).

La versione fornita dal governo sui video e le torture sui detenuti ha portato ieri sera migliaia di persone a scendere per le strade della capitale. E a chiedere le dimissioni del ministro dell’Interno Bacho Akhalaia, ex capo del sistema carcerario tra il 2005 e il 2008, e quelle di Khatuna Kalmakhelidze, attuale ministro della Giustizia responsabile anche delle carceri. Il presidente Saakašvili, alle tre del mattino, è intervenuto con un video su Facebook spiegando di voler riorganizzare l’intero sistema penitenziario del Paese e dicendo: «Chi era responsabile del sistema carcerario e non ha impedito che venissero commesse quelle atrocità sarà rimosso e chi ha compiuto tali crimini, ve lo prometto, passerà lunghi anni in carcere».

Il ministro Khatuna Kalmakhelidze, poco dopo, ha lasciato il proprio incarico e il procuratore generale Murtaz Zodelava ha annunciato che dieci funzionari del sistema penitenziario di Tbilisi sono stati arrestati: tra loro ci sono anche il direttore e il vice direttore del carcere numero 8 in cui sono state girate le immagini.

Foto: un momento della manifestazione di mercoledì sera contro il governo e le torture nelle carceri della Georgia. (VANO SHLAMOV/AFP/GettyImages)