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  • mercoledì 5 Settembre 2012

Il Giappone si compra le isole Senkaku?

La mossa a sorpresa nella secolare questione territoriale con Cina e Taiwan annunciata dai giornali giapponesi

Il governo del Giappone avrebbe raggiunto un accordo per acquistare un gruppo di isole che si trovano nel Mar Cinese Orientale e che sono da tempo al centro di una disputa territoriale con la Cina e Taiwan. Alcune delle Senkaku-Diaoyutai, (il primo è il nome dato dai giapponesi, il secondo dai cinesi) dovrebbero essere acquistate dalla famiglia Kurihara, proprietaria di tre isole, per 2.050.000.000 di yen, corrispondenti a 26 milioni di dollari.

La notizia è stata riportata da alcuni quotidiani giapponesi e agenzie di stampa. Kyodo, ha specificato ad esempio, citando fonti governative, che l’accordo è stato raggiunto con il proprietario per tre delle cinque isole principali, tra cui Uotsurijima. I funzionari del governo, durante una conferenza stampa, avevano fatto sapere lunedì che le trattative erano aperte ma non hanno ancora confermato la notizia.

Ufficialmente, l’arcipelago appartiene al Giappone, che amministra le isole dalla fine dell’Ottocento, quando le ha occupate per la prima volta alla fine della prima guerra tra Giappone e Cina e con la firma del trattato di Shimonoseki nel 1895. Dopo la la Seconda Guerra Mondiale le isole furono occupate dagli Stati Uniti e tornarono al Giappone nel 1971 per concessione di Washington.

Secondo Cina e Taiwan (le isole infatti vengono reclamate sia dalla Repubblica popolare cinese che dalla Repubblica di Cina) le Diaoyutai erano conosciute dai cinesi fin dalla dinastia Ming. Quando Taiwan, nel 1683, entrò a far parte dell’impero, anche le isole Diaoyutai diventarono cinesi. Dunque nel 1895 vennero cedute formalmente ai giapponesi soltanto con il Trattato di Shimonoseki e sarebbero dovute tornare alla Cina dopo la Seconda guerra mondiale.

(La storia delle isole contese)

La complicata situazione diplomatica ha portato anche ad alcune manifestazioni. In agosto, ad esempio, un gruppo di attivisti di Hong Kong avevano piantato alle Senkaku una bandiera cinese e una di Taiwan. Dopo 4 giorni una decina di militanti giapponesi erano sbarcati sulle isole issando bandiere del Giappone e scatenando le proteste di migliaia di cittadini cinesi.