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  • domenica 19 agosto 2012

La storia delle isole contese tra Cina e Giappone

Perché la disputa per il controllo delle Senkaku-Diaoyutai si trascina da decenni, e che cosa c'entra la Seconda guerra mondiale

di Matteo Miele

Oggi un gruppo di attivisti giapponesi ha raggiunto le isole contese di Senkaku-Diaoyutai, che sono da tempo al centro di una disputa molto accesa tra i due paesi (ma le reclama anche Taiwan) da molti anni. Del gruppo fanno parte anche alcuni parlamentari giapponesi, e l’azione arriva pochi giorni dopo un’altra simile portata a termine da una quindicina di attivisti cinesi. Per capire l’origine della disputa, però, che chiama in causa anche la Seconda guerra mondiale e l’antico impero cinese, bisogna risalire parecchio più indietro.


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Nel 1894, sul finire di un secolo che aveva sconvolto le logiche politiche ed istituzionali dell’Impero cinese che, dal 1842, aveva cominciato a perdere le guerre con gli europei, scoppia un conflitto tra Pechino e Tokyo, la cosiddetta Prima guerra sino-giapponese (la seconda scoppierà nel 1937 e terminerà con la fine della Seconda guerra mondiale).

La dinastia mancese dei Qing, al potere in Cina dal XVII secolo, era stata incapace di reggere il confronto con le potenze occidentali ed ora si trovava di fronte un Giappone che gli statunitensi, appena qualche decennio prima, avevano risvegliato dall’isolamento impostogli nei secoli precedenti dai signori Tokugawa. A differenza dei Qing, l’imperatore giapponese aveva saputo rispondere all’appello della modernità, riformando profondamente, in modo forse anche traumatico, istituzioni millenarie e aprendo il paese ad una rapida crescita economica.

I cambiamenti in campo politico, militare e tecnologico del Paese del Sol Levante avevano ora il loro banco di prova contro la Cina, il paese che da millenni era il riferimento culturale, filosofico e politico dell’Asia orientale, Giappone compreso. La guerra si risolse l’anno successivo con la vittoria del Giappone che imponeva alla Cina, con il Trattato di Shimonoseki (1895), il riconoscimento dell’indipendenza della Corea (fino ad allora sotto l’influenza dell’imperatore cinese) e la cessione di Taiwan e di tutte le sue isole.

Il primo problema, dunque, nasce dall’identificazione di queste altre isole inizialmente appartenenti a Taiwan: cedute dai cinesi ai giapponesi con il trattato del 1895, ma poi tornate alla Cina con la sconfitta della Seconda guerra mondiale ed i successivi trattati stipulati dal Giappone con le potenze vincitrici. In particolare con il Trattato di San Francisco del 1951, che, entrato in vigore l’anno successivo, restituiva la sovranità al Giappone, dal 1945 sotto occupazione statunitense.

Il problema delle Senkaku o Diaoyutai (il primo è il nome datogli dai giapponesi, il secondo dai cinesi) rimase aperto. I giapponesi infatti rifiutano di riconoscere i diritti cinesi sulle isole, poiché, secondo quanto scrive il Ministero degli affari esteri nipponico, le isole sarebbero entrate a far parte del territorio giapponese nel gennaio del 1895 (il trattato di Shimonoseki venne firmato in aprile), dopo un decennio di esplorazioni giapponesi. Secondo Tokyo, queste esplorazioni avevano dimostrato che le isole erano disabitate e non erano state sotto il controllo di nessun altro paese.

Dunque, a detta dei giapponesi, quelle isolette erano terra nullius (“terra di nessuno”) e non facevano parte del territorio ceduto dai cinesi al Giappone al termine della Prima guerra sino-giapponese. Non sarebbero quindi potute tornare ai cinesi dopo la Seconda guerra mondiale. Con il Trattato di San Francisco inoltre – che però non venne firmato né dalla Cina popolare né da quella nazionale – Washington continuò ad occupare militarmente, fino al 1972, alcune isole tra cui le Senkaku.

La versione cinese dei fatti è, naturalmente, del tutto diversa. Secondo Pechino e Taipei (le isole infatti vengono reclamate sia dalla Repubblica popolare cinese che dalla Repubblica di Cina) le Diaoyutai erano conosciute dai cinesi fin dalla dinastia Ming, l’ultima dinastia nazionale cinese che aveva regnato sul paese dalla caduta dei mongoli Yuan nel 1368 all’arrivo dei mancesi Qing nel 1644. Quando Taiwan, nel 1683, entrò a far parte dell’impero, anche le isole Diaoyutai diventarono cinesi. Dunque nel 1895 vennero cedute formalmente ai giapponesi soltanto con il Trattato di Shimonoseki e sarebbero dovute tornare alla Cina dopo la Seconda guerra mondiale.

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