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  • venerdì 17 agosto 2012

Giappone e Cina litigano per le Senkaku

Un gruppo di manifestanti cinesi è sbarcato su un'isola contesa, il Giappone li ha arrestati e dice che saranno espulsi, la Cina minaccia "ripercussioni"

Cina e Giappone stanno nuovamente litigando a causa di un piccolo gruppo di isole disabitate che si trova nel Mar Cinese Orientale. La vicenda è cominciata mercoledì 15 agosto, quando una piccola imbarcazione partita da Hong Kong ha portato un gruppo di attivisti alle isole di Senkaku – Diaoyu in cinese – e li ha sbarcati su una delle isole maggiori. Gli attivisti avevano bandiere cinesi e taiwanesi e contestavano il possesso dell’arcipelago da parte del Giappone.

I 14 attivisti – 7 dei quali sbarcati effettivamente sull’isola di Uotsuri – sono stati arrestati dalla polizia giapponese e portati a Okinawa, l’isola meridionale da cui dipendono amministrativamente le Senkaku. È la prima volta dal marzo del 2004 che cittadini stranieri vengono arrestati per essere sbarcati illegalmente sulle isole. Oggi il governo giapponese ha annunciato che gli attivisti, tutti cittadini cinesi e alcuni dei quali giornalisti, saranno espulsi e riportati a Hong Kong. Secondo gli esperti, la decisione di espellerli piuttosto che iniziare un procedimento giudiziario contro di loro per immigrazione clandestina è una mossa che vuole evitare al Giappone uno scontro diplomatico più grave.

Le Isole Senkaku sono un arcipelago formato da cinque isole maggiori e tre scogli, non abitate e appartenenti al Giappone, ma reclamate da tempo dalla Cina e da Taiwan. L’arcipelago ha un’estensione totale di circa 7 km quadrati e si trova a nordest di Taiwan, molto a sud rispetto al Giappone. Tre di queste isole, che amministrativamente sono parte della prefettura di Okinawa, sono di proprietà di un uomo d’affari giapponese, Kunioki Kurihara, che le affitta allo stato giapponese.

Il Giappone amministra le Senkaku dalla fine dell’Ottocento, mentre la Cina dice che le isole fanno parte del suo territorio da centinaia di anni. Il Giappone risponde che la Cina (e separatamente anche Taiwan) ha iniziato a interessarsene solo dopo che, negli anni Settanta, è emersa la possibilità che nella zona ci siano giacimenti di gas naturale.

A fine del 2010 c’era stata una nuova crisi tra Cina e Giappone, dopo l’arresto del capitano di una nave cinese nei pressi delle isole Senkaku per aver causato la collisione con due imbarcazioni della guardia costiera del Giappone. Il premier cinese Wen Jiabao aveva chiesto la liberazione del capitano, minacciando «ripercussioni» sui rapporti commerciali ed economici tra i due paesi. Dopo circa un mese il capitano era stato scarcerato, ma questo aveva causato pesanti accuse al governo di essersi lasciato «umiliare» e di aver ceduto alle pressioni della Cina.

Il Giappone è al centro di numerose dispute territoriali con i paesi vicini, soprattutto per piccole isole e arcipelaghi di importanza strategica e di appartenenza incerta, dopo la fine della Seconda guerra mondiale e lo smantellamento del suo impero coloniale: ad esempio con la Russia per le isole Kurili o con la Corea del Sud per le isole Dokdo-Takeshima. Quest’ultima questione è tornata di attualità una settimana fa, dopo che il presidente sudcoreano ha fatto visita nel piccolo arcipelago occupato dal suo paese da decenni, causando le proteste del Giappone.

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