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  • sabato 1 Settembre 2012

Le scuse per il talidomide

Le ha presentate l'azienda tedesca produttrice del farmaco che portò a migliaia di casi di deformazioni prenatali, ricevendo nuove critiche dalle associazioni delle vittime

La Grünenthal, l’azienda che tra il 1957 e il 1961 vendette il Talidomide, un farmaco ritenuto responsabile per la nascita più di 10mila bambini con gravissime deformità ha chiesto ufficialmente scusa per quanto accaduto, dopo 50 anni di sostanziale silenzio. Ma alcune associazioni di persone colpite dal farmaco hanno rifiutato le scuse, definendole insincere e incomplete.

La storia del Talidomide
Il Talidomide fu sviluppato negli anni ’50 dalla Grünenthal, un’azienda farmaceutica fondata (nel 1946) e controllata dalla famiglia tedesca Wirtz. Si trattava del principio attivo contenuto nella pillola Contergan, commercializzata a partire dal 1957 come un farmaco dalle grandi potenzialità. Secondo l’azienda, il Contergan poteva curare mal di testa, insonnia, nausea e fare da anestetico. In particolare, era raccomandato per combattere la nausea mattutina e per questo motivo fu acquistato da moltissime donne incinte.

La pillola Contergan e il suo principio attivo Talidomide ebbero un notevole successo, tanto che negli Stati Uniti, dove la sua vendita non fu mai concessa, diverse persone ne entrarono in possesso comprandolo all’estero. Gli effetti del farmaco furono chiari dopo pochi anni. I figli di madri che avevano assunto Contergan avevano un’alta probabilità di contrarre la focomelia, una malattia che causa gravi deformazioni agli arti, agli occhi, alle orecchie, al naso e al volto. Le deformazioni erano così gravi da causare nella metà dei casi il decesso del neonato. Si calcola che tra i 10 e i 20 mila neonati abbiano subito malformazioni permanenti a causa del Talidomide. Circa 3 mila sono sopravvissuti fino ad oggi.

Il Talidomide fu sviluppato da un gruppo di scienziati capeggiato da Heinrich Mückter, un medico che durante la Seconda guerra mondiale fu iscritto al partito nazista e lavorò al primo efficace vaccino contro il tifo. Mückter non era comunque il solo a essere iscritto al partito nazista e ad aver lavorato per la Grünenthal. Otto Ambros, ad esempio, fu un chimico nazista, condannato durante il processo di Norimberga a otto anni di prigione per aver testato gas tossici sui prigionieri di Auschwitz. Oggi il Talidomide viene usato soltanto sotto attenta sorveglianza medica per alcune patologie di cancro alle ossa.

Le scuse della Grünenthal
Dopo cinquant’anni di sostanziale silenzio sulla vicenda, la Grünenthal ha ufficialmente chiesto scusa. Durante una cerimonia nella sede centrale dell’azienda, Harald Stock, l’amministratore delegato, ha scoperto una statua dedicata ai bambini nati con malformazioni a causa del farmaco e ha chiesto scusa per i cinquant’anni in cui l’azienda non è riuscita a rivolgersi alle vittime del Talidomide. Stock ha aggiunto che nessuno all’epoca poteva immaginare le conseguenze portate dal farmaco sui feti delle madri incinte.

L’associazione delle vittime inglesi del talidomide ha respinto le scuse affermando che l’azienda dovrebbe scusarsi senza cercare giustificazioni. Continuare a sostenere il mito che le conseguenze non si potevano prevedere, ha spiegato il portavoce dell’associazione, è un insulto a tutte le persone colpite dal farmaco.

Come scrive BBC, il punto è proprio se e quanto la Grünenthal sapesse degli effetti collaterali del suo farmaco e quanto rapidamente agì per ritirarlo dal mercato, visto che era uno dei medicinali più redditizi del suo catalogo. All’epoca della commercializzazione del Talidomide non era ancora accertato che i farmaci potessero influenzare i feti passando a loro tramite l’organismo della madre, ma le associazioni delle vittime insistono che erano presenti indizi della sua pericolosità e che ulteriori esperimenti dovevano essere svolti. Dal 1961, quando il farmaco fu ritirato, sia la Grünenthal che alcuni dei distributori del medicinale hanno pagato risarcimenti danni ad alcune vittime. In Australia sono ancora aperte alcune cause per risarcimento.

La statua dedicata alle vittime del Talidomide inaugurata ad Aachen

Foto: AP Photo/dapd/Jens Schlueter