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  • sabato 1 Settembre 2012

Il disastro Clint Eastwood

La serata a Tampa dell'ammirato regista e attore è stata stroncata da tutti, impietosamente: e lui e la sedia hanno rubato la scena a Romney

Giovedì sera, durante la convention del Partito Repubblicano organizzata a Tampa, in Florida, l’attore e regista statunitense Clint Eastwood, 82 anni, è intervenuto sul palco con un monologo di circa 12 minuti, “ospite a sorpresa”. Per la maggior parte del suo intervento, Eastwood ha messo in scena un dialogo con il presidente Barack Obama, rivolgendosi a una sedia vuota.

(Il video di Clint Eastwood alla convention repubblicana)

L’intervento di Clint Eastwood era stato richiesto espressamente da Mitt Romney, raccontano i quotidiani statunitensi, dopo che il 3 agosto Eastwood aveva dichiarato il suo sostegno alla campagna Repubblicana durante una sessione di raccolta fondi nello stato dell’Idaho.

Negli Stati Uniti, ma non solo, la scenetta di Eastwood con la sedia vuota, che molti quotidiani statunitensi hanno definito “rambling and off-color”, ovvero “sconclusionata e opaca”, ha generato reazioni molto critiche: che sono andate dal sarcasmo e la presa in giro alla critica e la protesta, sia tra i militanti politici che tra i commentatori dei giornali e quelli sui social network. Con particolare severità nei confronti dell’idea della sedia vuota, dell’andamento improvvisato e a tratti borbottato del monologo, della scarsa incisività degli argomenti e delle battute.

La reazione repubblicana
Nonostante il pubblico che era presente in sala durante il monologo di Clint Eastwood abbia cercato occasioni per ridere e applaudire durante il suo intervento, le reazioni del Partito Repubblicano sembrano essere state spiazzate e seccate, a quanto riportano alcuni media statunitensi. La moglie del candidato repubblicano, Ann Romney, per esempio, interrogata sulla questione durante la trasmissione televisiva “Good Morning America”, sulla ABC, si è limitata a commentare ringraziando il regista del supporto che ha concesso al marito, sottolineando però subito dopo – e con molto più calore, scrive il Los Angeles Times – il contributo di altri che avevano parlato prima di lui e lasciando capire che la scelta di consegnare a Eastwood il tempo delle dirette televisive in “prime time” si è rivelata un errore.

Sempre il Los Angeles Times sottolinea come anche i curatori della campagna elettorale repubblicana non abbiano speso parole entusiaste nei confronti del discorso di Eastwood. Un aiutante di Romney, che ha parlato con il Los Angeles Times ma che ha voluto restare anonimo, ha commentato segnalando il fatto che Eastwood abbia sforato abbondantemente il tempo che gli era stato concesso – dai 5 agli 8 minuti – e abbia tirato fuori l’idea della sedia sul palco, senza averne discusso prima con gli organizzatori: il New York Times spiega che Eastwood ha ignorato i richiami sul tempo che gli sono stati dati.

Alcune delle uscite di Eastwood non devono essere andate molto a genio ai sostenitori del Partito Repubblicano; soprattutto quando ha suggerito di anticipare la partenza dall’Afghanistan, o è stato ambiguo su Guantanamo. Mentre molto meglio sono state accolte le critiche al vice presidente Joe Biden, definito da Eastwood «una specie di sorriso con dietro un corpo». Ma nessuno nello staff di Romney vuole assumersi la responsabilità del discorso, dice il New York Times, e alcuni lo definiscono “strambo” e “teatro dell’assurdo”. Nella cornice di un evento previsto, provato, e scritto in ogni sillaba come la convention, il discorso a braccio, a tratti improvvisato e non provato prima di Eastwood è sembrato alla fine l’imprevisto che ha rischiato di far deragliare la macchina.

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