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  • martedì 7 febbraio 2012

Lo spot di Chrysler era pro-Obama?

Molti repubblicani sono infuriati e accusano l'azienda automobilistica di aver voluto fare un favore al presidente che l'ha salvata dal fallimento

Uno degli spot pubblicitari più lunghi – e anche più belli e più discussi – andati in onda durante l’intervallo del Super Bowl è stato quello di Chrysler con Clint Eastwood. Lo spot è intitolato “It’s halftime in America”, dura due minuti e racconta di come Chrysler – e in generale il settore industriale delle auto negli Stati Uniti – si sia risollevato dalla crisi economica. “Questo paese non si mette al tappeto con un pugno. Noi ci rimettiamo in piedi, e quando lo faremo, il mondo sentirà il ruggito dei nostri motori”.

Il titolo dello spot ricorda quello di uno dei più celebri spot politici della storia americana, il “Morning in America” di Ronald Reagan del 1984, e come uno spot politico nelle ultime 24 ore ha innervosito i repubblicani. Diversi politici e opinionisti conservatori, infatti, hanno accusato Chrysler di aver fatto uno spot smaccatamente pro-Obama, nel dare la descrizione di un paese che ha superato la parte peggiore della crisi e che ora è pronto a ripartire. Non solo: visto come Chrysler e General Motors sono state salvate dal fallimento grazie all’intervento dell’amministrazione Obama, molti repubblicani si spingono a dire che il settore automobilistico si sia voluto sdebitare nei confronti del presidente. “I vertici delle aziende automobilistiche sentivano di dover fare qualcosa per ripagare il loro debito”, ha detto Karl Rove.

La Casa Bianca ovviamente ha negato di avere a che fare con la preparazione dello spot – lo stesso ha fatto Chrysler – e ha detto che i due minuti si limitano a raccontare i fatti, quello che è accaduto e che sta accadendo. Provocando la reazione dei repubblicani, che si sono opposti al piano di Obama per salvare il mercato dell’auto: Romney aveva detto di “lasciare fallire” le aziende automobilistiche, in una dichiarazione destinata a ritorcersi contro di lui ora che Chrysler e General Motors sono tornate relativamente in salute. Clint Eastwood, che è stato di destra per tutta la vita ma che negli ultimi anni – così dice il New York Times – “ha cambiato sentimenti politici”, ha detto che lo spot “non ha un messaggio politico: parla dello spirito americano, dell’orgoglio e del lavoro”. Eastwood ha donato in beneficenza il compenso ricevuto da Chrysler per girare lo spot.

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