Il Sole è rotondo, troppo

Uno studio dice che la differenza tra il suo diametro più ampio e quello più stretto è molto minore del previsto

Uno studio condotto da una squadra guidata da Jeffrey Kuhn, dell’Università delle Hawaii, e pubblicato pochi giorni fa sul sito della rivista scientifica statunitense Science, ha rivelato che la sfericità del Sole è praticamente perfetta, molto di più di quanto si poteva sospettare, ma anche che la sua forma non è soggetta a cambiamento a seconda dei cicli solari, al contrario di quanto si era ipotizzato fino ad ora.

Il Sole non possiede una superficie solida e si credeva la sua forma non fosse esattamente sferica, ma leggermente schiacciata sui poli. Poiché si tratta di una massa di gas che ruota su se stessa, ci si aspettava che la zona equatoriale fosse un po’ sporgente: il pianeta Giove, ad esempio, che ruota su se stesso molto velocemente (un giro completo ogni 10 ore circa) ha un diametro equatoriale di circa il 7 per cento più lungo di quello che unisce i poli. Circa il 99 per cento della massa del Sole è composto da gas, in particolare da idrogeno (74 per cento) e elio (25 per cento), mentre una serie di altri elementi più pesanti, come l’ossigeno, il ferro o il carbonio, ne compone il restante 1 per cento. La sua rotazione è relativamente lenta, completandosi in circa 27 giorni.

Lo studio di Kuhn e dei suoi colleghi ha dimostrato che la differenza tra il diametro massimo e quello minimo esiste, ma è quasi inesistente. Per fare un paragone ripreso dai quotidiani britannici che hanno ripreso la ricerca, l’idea della sfericità perfetta del Sole si ha pensando la stella del Sistema solare grande come una palla del diametro di un metro. Con queste nuove proporzioni, la differenza tra diametro massimo e minimo sarebbe minore della larghezza di un capello umano, più precisamente di circa 17 milionesimi di metro.

Questa scarsissima sporgenza del diametro equatoriale – solo 12 km più lungo di quello polare, mentre nella Terra, molto più piccola, la differenza è di 43 km – rende il Sole l’oggetto più perfettamente sferico osservato in natura. Lo studio di Kuhn e dei suoi colleghi è basato sulle rilevazioni del Solar Dynamics Observatory (SDO), un telescopio spaziale inviato nello spazio dalla NASA all’inizio del 2011 proprio per raccogliere informazioni sul Sole e in particolare per misurarne con la maggior precisione possibile le dimensioni, cosa che dalla superficie della Terra non era possibile fare a causa degli effetti di distorsione ottica causati dall’atmosfera. Kuhn ha affermato:

«Per anni abbiamo creduto che le nostre misurazioni fluttuanti significassero che il Sole è in continuo mutamento, ma questi nuovi risultati dicono qualcosa di diverso. Mentre sappiamo che qualsiasi altra caratteristica del Sole cambia ad ogni ciclo di 11 anni, la forma rimane invariata.»

Kuhn ha poi aggiunto che le forze interne al Sole, come il magnetismo e la turbolenza, potrebbero influire sulla sua forma più di quanto si è creduto fino ad oggi. Nel marzo scorso fu sempre uno studio della squadra guidata da Jeff Khun a determinare l’ultima misurazione del diametro solare, circa 1.392.684 chilometri, più o meno 109 volte quello della Terra.

Foto: CHRISTOPHE SIMON/AFP/GettyImages