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  • mercoledì 15 Agosto 2012

La bomba a Damasco

È esplosa questa mattina vicino alla sede della missione ONU in Siria, di cui tra pochi giorni si deciderà il rinnovo: la tv di stato dice che ci sono tre feriti

Aggiornamento Le forze ribelli siriane hanno fatto sapere di essere responsabili delle esplosioni vicino all’hotel usato come base dalla missione degli osservatori delle Nazioni Unite nel paese. Abu al-Noor, un portavoce della brigata Ahfad Al Rasoul, ha riferito all’emittente televisiva Al Jazeera che l’obiettivo non era la sede dell’ONU, ma uno dei centri di comando del governo siriano, che si trova nelle vicinanze. L’intento era quello di far saltare in aria l’edificio durante l’ora di pranzo, quando circa 150 ufficiali dell’esercito ufficiale erano attesi per una riunione.

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Questa mattina c’è stata una grande esplosione in una zona centrale della capitale siriana Damasco, vicino a installazioni militari e all’hotel usato dalla missione degli osservatori delle Nazioni Unite nel paese. Secondo la tv di stato siriana l’esplosione è stata causata da una bomba vicino a un camion di carburante, e ha ferito tre persone.

Il luogo dell’attentato è la zona centrale di Abu Remanih, dove si trova un deposito militare, alcune importanti sedi sindacali e l’hotel “Dama Rose”, in cui il capo della missione di supervisione ONU in Siria (UNSMIS) ha tenuto una conferenza stampa sulla situazione nel paese solo due giorni fa.

Domani il Consiglio di Sicurezza dell’ONU deve riunirsi a discutere del futuro della missione. Dopo una breve pausa nei combattimenti alla fine di marzo, quando il regime di Bashar al-Assad sembrava aver accettato il piano di pace proposto dall’inviato speciale Kofi Annan, la missione non è stata in grado di fermare le violenze né di stabilizzare la situazione nel paese.

Intanto, dalla fine di giugno il conflitto sembra essersi allargato fino a raggiungere la capitale: tra i diversi attentati delle ultime settimane c’è stata anche una forte esplosione in un palazzo governativo che ha ucciso il ministro della Difesa e del cognato di Assad, e il ferimento di altri funzionari.

foto: Sander van Hoorn su Twitter