Il tenero Bob Hoskins

Ha fatto parti toste e parti dolci, ed è sempre stato normale e straordinario: ma si ritira dal cinema per il morbo di Parkinson, ed è un peccato

È uno di quegli attori famosi abbastanza ma non famosi abbastanza, condizione riassunta dalla domanda che qualcuno farà di volta in volta: «che fine ha fatto Bob Hoskins?». E qualcun altro allora risponderà: «si è ritirato, no? Stava male». E dopo si citeranno i film, e chi se ne ricorderà uno, chi tre, quelli bravi arriveranno a cinque.

Bob Hoskins ha fatto annunciare mercoledì il suo abbandono del cinema, a causa del morbo di Parkinson che gli era stato diagnosticato un anno fa quando ancora lavorava, anche se in ruoli meno importanti di quelli che gli erano capitati soprattutto negli anni Novanta. Per quanto dotato di un aspetto e una corporatura non da divo di prima fila, era stato per un buon periodo, appunto, uno dei più famosi tra i divi non famosi.

Hoskins è inglese, nato nel Suffolk ma cresciuto a Londra da genitori di sinistra, atei e di professioni umili: lui stesso ha fatto molti lavori, con quella faccia da uno che ha fatto molti lavori, prima di cominciare a recitare un po’ per caso a quasi trent’anni. I suoi primi successi al cinema arrivarono che aveva passato i quaranta: divenne familiare al pubblico di mezzo mondo – quello britannico lo aveva conosciuto in alcune cose televisive – con Mona Lisa di Neil Jordan (con cui vinse il premio come migliore attore a Cannes) e Super Mario Bros (di cui ha sempre parlato male), Brazil di Terry Gilliam. E da lì il suo personaggio fisicamente “normale” e di grande e brusca umanità, capace di tenerezze e sarcasmi, debolezze e spacconerie, è stato molto usato ancora. In SireneChi ha incastrato Roger RabbittIl nemico alle porte, tra gli altri. Al tempo stesso, il suo aspetto duro ed energico ha invitato diversi registi a dargli ruoli da leader storici. Nikita Kruscev, Benito Mussolini, Papa Giovanni XXIII.

Ha avuto una carriera cinematografica da mediano, Bob Hoskins, ma è riuscito ad affezionare: forse più di tutto per la parte del paziente e generoso Lou che cerca di mettere ordine nelle vite delle squinternate ragazze di Sirene. Peccato che non stia bene.

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