Come le zanzare sopravvivono alla pioggia

Non ce ne libereremo mai: resistono all'impatto con gocce d'acqua 50 volte più pesanti di loro

Complice la stagione calda, a partire dalle prossime settimane le nostre città saranno attaccate da milioni di zanzare assetate di sangue, per lo più umano. Insetticidi, zampironi, zanzariere e altri sistemi creativi di sterminio, come le racchette elettrificate, si rivelano spesso insufficienti per tenerle alla larga. Quelli che dicono di saperla lunga, vi spiegheranno che l’unico buon deterrente per le zanzare sono i grandi acquazzoni estivi, che rendono estremamente difficile il volo per questi piccoli insetti. Forse in parte è vero, ma stando ai risultati di una recente ricerca scientifica sembra che nemmeno la pioggia riesca a fermare del tutto le zanzare e le loro battute di caccia.

Insieme con i suoi colleghi del Georgia Institute of Technology (Stati Uniti), David Hu ha condotto alcune ricerche sugli effetti della pioggia sulle zanzare. Per farlo ha utilizzato videocamere ad alta velocità, in grado cioè di riprendere un grande numero di fotogrammi per secondo, permettendo così di realizzare filmati al rallentatore molto nitidi ed efficaci. Per studiare il volo delle zanzare sotto le gocce d’acqua, i ricercatori hanno costruito una sorta di scatola trasparente con un coperchio costituito da una rete. Le maglie della rete erano fitte a sufficienza da impedire alle zanzare nella scatola di scappare e al tempo stesso erano sufficientemente grandi da consentire alle gocce d’acqua di precipitare all’interno del contenitore.

I ricercatori hanno messo sei zanzare nella scatola trasparente, dentro cui è stata fatta cadere una fitta serie di gocce d’acqua. La scena è stata ripresa con le videocamera ad alta velocità, consentendo così di osservare il comportamento delle zanzare e le loro reazioni al bombardamento. Tutte e sei le zanzare sono sopravvissute, senza riportare alcun danno nonostante fossero state colpite da gocce con un peso cinquanta volte superiore al loro.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (PNAS), ha dimostrato che le zanzare riescono a sopravvivere all’impatto grazie alla loro piccola massa e al loro esoscheletro (l'”ossatura” degli insetti) molto resistente ed elastico. Grazie a queste caratteristiche, la forza risultante impressa da una goccia quando cade su una zanzara è quindi bassa. Le zanzare sono inoltre rivestite da una peluria idrorepellente, che le aiuta a far scivolare rapidamente via l’acqua senza correre il rischio di annegare o di essere trascinate al suolo per il peso. Dopo l’impatto, recuperano rapidamente un corretto assetto di volo ed evitano quindi di precipitare. Le zanzare colpite da una goccia ricevono comunque un’enorme accelerazione dovuta all’urto, che oscilla tra i 100 e i 300 g (100 – 300 volte l’accelerazione di gravità terrestre).

Una zanzara molto sfortunata può però morire nel caso in cui l’impatto con la goccia avvenga quando vola molto bassa e vicino al suolo. In questo caso l’insetto non ha uno spazio sufficiente per recuperare l’impatto e può finire in una pozza d’acqua da cui non riesce a uscire. In questi casi, spiegano i ricercatori, la zanzara non muore per lo scontro con la goccia o con la superficie della pozza, ma per annegamento.

Hu e colleghi approfondiranno ulteriormente i loro studi sul comportamento delle zanzare sotto la pioggia. Per ora, infatti, si sono concentrati sugli impatti verticali, mentre hanno trascurato quelli di striscio. Con le loro nuove ricerche, cercheranno anche di capire se le zanzare siano o meno in grado di schivare le gocce d’acqua mentre sono in volo, riducendo quindi la probabilità di essere vittime di un impatto. I loro studi potranno servire non solo per capire meglio come sopravvivono le zanzare alla pioggia, ma anche per approfondire le conoscenze sul volo degli insetti in generale e sui materiali che respingono l’acqua.

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